La Russia risponde alle sanzioni Ue vietando l’ingresso a deputati e attivisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto in Ucraina prosegue senza soluzioni all’orizzonte, Mosca ha deciso di replicare agli ultimi due pacchetti di sanzioni europei – il 17° e il 18° – con una misura speculare che colpisce «rappresentanti delle istituzioni Ue e di Paesi membri». Lo ha annunciato il ministero degli Esteri russo, precisando che tra i sanzionati figurano «i deputati del Parlamento europeo e degli Stati membri che hanno votato risoluzioni e leggi anti-russe», oltre a «attivisti civili» e scienziati definiti «russofobi».

La mossa, che vieta l’accesso in Russia agli individui coinvolti, arriva in un momento di crescente tensione diplomatica. «L’Unione europea – si legge nella nota ufficiale – continua ad adottare misure unilaterali e illegittime secondo il diritto internazionale, minando le prerogative del Consiglio di sicurezza dell’Onu». Una critica che riflette l’irrigidimento del Cremlino, deciso a contrastare ogni pressione esterna mentre Trump, tornato alla Casa Bianca, mantiene una posizione ambivalente sul sostegno a Kiev.

Intanto, il prezzo del petrolio WTI sembra stabilizzarsi sotto i 66 dollari nonostante le sanzioni Ue, segnale di un mercato energetico che, almeno per ora, sembra aver assorbito l’impatto delle restrizioni. Sul fronte interno, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la circolare n. 13/D del 2025, chiarendo le competenze del nuovo Soggetto Obbligato Accreditato (SOAC) introdotto dal decreto legislativo n. 43/2025. Un aggiornamento tecnico che interessa il settore delle accise, ma che passa in secondo piano rispetto alle dinamiche geopolitiche in corso.

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