Il caro-vita non ferma il revenge spending, e i millennial si scoprono risparmiatori
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Redazione Economia
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L’inflazione galoppa, le bollette pesano e il carrello della spesa, ormai lo si è capito, non tornerà ai prezzi di un decennio fa, eppure gli italiani, stranamente, non sembrano disposti a sacrificare del tutto i piccoli piaceri. Secondo l’Osservatorio Consumi e Risparmio di SumUp, la fintech attiva nei pagamenti digitali, otto persone su dieci considerano una spesa extra, magari una cena fuori o un capo d’abbigliamento desiderato, come un vero e proprio premio da concedersi dopo settimane di stress o di lavoro particolarmente intenso -7. Questo comportamento, che i sociologi definiscono revenge spending – una sorta di rivalsa emotiva attraverso il consumo – riguarda da vicino la maggioranza della popolazione: il 62,5 per cento degli italiani, infatti, ammette di dedicarsi a queste gratificazioni almeno una volta al mese -1.
Se la ristorazione, con la cena fuori che accomuna davvero tutte le generazioni, resta la regina indiscussa degli sfizi, seguono a ruota l’abbigliamento e i viaggi, con differenze sostanziali però tra Nord e Sud. A Torino, dove il 96 per cento degli abitanti ha visto lievitare le uscite mensili nell’ultimo decennio, ci si concede soprattutto ristoranti (lo fa il 53,2 per cento) e viaggi, ma quasi la metà dei torinesi, il 44,8 per cento per la precisione, se avanza qualcosa a fine mese preferisce metterlo da parte per le emergenze -1. Diverso il quadro a Napoli: qui lo shopping la fa da padrone per il 48,8 per cento degli intervistati, nonostante il 26 per cento dei cittadini denunci un aumento delle spese superiore al 30 per cento rispetto al 2016 e la possibilità di risparmio mensile sia percepita in peggioramento dal 58,8 per cento -1.
L’identikit del risparmiatore italiano sfata il luogo comune sui giovani
Se c’è un dato che ribalta gli stereotipi, è quello che riguarda i millennial. Quella generazione cresciuta tra crisi finanziarie, precarietà contrattuale e inflazione galoppante, oggi si dimostra più disciplinata dei propri genitori e persino dei nonni quando si tratta di accantonare denaro. A mettere da parte una quota del proprio reddito, spiega l’indagine, è il 57,7 per cento degli under 45, contro appena il 46,2 per cento degli over 60 -1. Un sorpasso generazionale che non passa inosservato. Non solo: di fronte a un’entrata extra, un millennial su due lo destina al fondo imprevisti, mentre solo il 13,9 per cento lo spende per un desiderio immediato -7. Gli over 60, dal canto loro, rimangono i più prudenti in assoluto – il 55,6 per cento pensa solo alle emergenze – ma la loro capacità di risparmio strutturale è inferiore. I giovanissimi della Gen Z, invece, pur guardando al futuro (il 46,3 per cento risparmia per progetti domani), sono anche i piú inclini alla micro-gratificazione immediata, con il 20,9 per cento che spende per lo shopping e il 18 per cento per la cura di sé -7.
Donne e uomini di fronte al carovita, percezioni diverse della stessa realtà
L’Osservatorio di SumUp fotografa anche una differenza di genere nella gestione delle finanze, che merita attenzione. Il 56,3 per cento degli uomini dichiara di riuscire a risparmiare almeno il 10 per cento del reddito, mentre tra le donne la percentuale scende al 47,6 per cento -7. Parallelamente, la quota di chi non riesce a mettere via nulla è più alta tra le intervistate (9,1 per cento) rispetto agli uomini (7,7 per cento). Colpisce, poi, la percezione del potere d’acquisto: il 27,1 per cento delle donne sente di avere una capacità di spesa inferiore rispetto alla generazione precedente, un’opinione condivisa solo dal 23,9 per cento della controparte maschile -1. E se gli uomini, quando possono, destinano le risorse extra ai ristoranti nel 53,3 per cento dei casi, le donne nel 46,4 per cento preferiscono lo shopping, confermando una diversa gerarchia delle priorità gratificanti -7.
La tecnologia alleata della consapevolezza, tra cashback e portafogli digitali
In un contesto dove il 97 per cento della popolazione registra un aumento delle spese mensili rispetto al 2016 e sei persone su dieci faticano sempre di più a risparmiare, la gestione consapevole del denaro diventa cruciale -7. E qui entra in gioco la tecnologia: il 63,1 per cento degli italiani utilizza abitualmente carte e pagamenti digitali per le transazioni quotidiane, un’abitudine che aiuta la tracciabilità e il controllo -1. Strumenti come SumUp Pay, il portafoglio digitale gratuito, offrono funzionalità come Spaces, che permette di creare sotto-portafogli virtuali per obiettivi specifici – le vacanze, le spese domestiche, le emergenze – e monitorare le uscite in tempo reale. Un modo, questo, per coniugare la necessità di tenere sotto controllo il budget con quella, umanamente comprensibile, di non rinunciare del tutto a una cena fuori o a un piccolo sfizio. La sfida, insomma, è trovare un equilibrio, e i numeri dicono che gli italiani, forse, ci stanno provando con maggiore razionalità di quanto si possa pensare.




