La tragedia di Valeria, 14 anni: il disegno che preannunciava il suo destino
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Redazione Interno
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Forse era tutto scritto in quel foglio, tra le linee incerte di una matita e le parole cancellate in ucraino. Un disegno che, agli occhi di chi ora lo rilegge, sembra un presagio: una ragazza in lacrime, una città in fiamme sullo sfondo, e una frase sbiadita che chiedeva di bruciare quel foglio perché "senza futuro, come me". Valeria (nome di fantasia), 14 anni, originaria dell’Ucraina, è stata trovata morta giovedì 26 giugno nell’ex fabbrica Reggiani a Bergamo, un luogo simbolo del degrado post-industriale, abbandonato da quasi due decenni.
Arrivata in Italia nel 2022 per sfuggire alla guerra, Valeria avrebbe dovuto sostenere gli esami di terza media proprio nel giorno in cui è scomparsa. I compagni di scuola, sconvolti, ricordano il suo ultimo lavoro: quel disegno che, forse, raccontava più di quanto chiunque avesse immaginato. "C’era una città distrutta, forse la sua", racconta una compagna, mentre un genitore aggiunge: "Mancava da due giorni, ma nessuno pensava a una tragedia così".
L’ex Reggiani, un tempo fiore all’occhiello dell’industria tessile bergamasca, chiusa nel 2008 dopo oltre un secolo di attività, è diventata negli anni un simbolo di abbandono. Un luogo che, invece di rinascere, ha visto accumularsi degrado e disagio. E proprio lì, tra quelle mura vuote, si è consumata una vicenda che riapre ferite mai sanate. Le indagini sono ancora in corso, ma già emergono domande su come una ragazzina sia finita in un posto del genere, e perché nessuno l’abbia protetta in tempo.




