Virtus Bologna campione d'Italia: lo scudetto dedicato ad Achille Polonara

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Virtus Bologna ha scritto un altro capitolo della sua storia gloriosa, aggiudicandosi il diciassettesimo scudetto dopo una finale dominata contro Brescia. Un trionfo netto, chiuso con un 3-0 che non lascia spazio a dubbi, ma che va oltre i numeri e le statistiche. Perché questa vittoria, maturata in una stagione complessa e a tratti incerta, ha un volto che non c’era sul parquet del PalaLeonessa, ma che è rimasto nel cuore di tutti: quello di Achille Polonara.

Mentre i tifosi esultavano e i giocatori abbracciavano il trofeo, il gesto più significativo è arrivato dallo spogliatoio, dove Jacopo Cavalli, responsabile della comunicazione, ha chiamato in videochiamata Polonara, costretto a restare lontano dal campo per la sua battaglia contro la leucemia mieloide. Le immagini della premiazione, i cori della squadra, le lacrime di gioia: tutto è stato condiviso con lui, perché quel titolo – come hanno ripetuto più volte i compagni – «è anche il suo».

Sul piano sportivo, la Virtus ha dimostrato una superiorità incontestabile, guidata da un Tornike Shengelia in stato di grazia, autore di una prestazione da MVP e salutato come un eroe prima del suo trasferimento al Barcellona. Ma ciò che resterà, più dei punti segnati o delle difese chiuse, è il valore simbolico di una dedica che unisce il trionfo alla sofferenza, lo sport alla vita.

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