Virtus Bologna festeggia lo scudetto e lo dedica a Polonara, in lotta contro la leucemia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Virtus Bologna ha riportato il tricolore nella sua città dopo un’intensa stagione, coronata dalla vittoria in gara 3 delle finali contro Brescia con un netto 96-74. Sul pullman scoperto, tra le strade gremite di tifosi in via dell’Arcoveggio, i giocatori hanno alzato al cielo la coppa al ritmo di We are the Champions, mentre Marco Belinelli, capitano e simbolo di questa squadra, ha esultato con un "finalmente l’abbiamo riportata a Bologna". Ma la festa, seppur esuberante, ha avuto un cuore più intimo e commovente: quello dedicato ad Achille Polonara, il giocatore bianconero attualmente ricoverato all’ospedale Sant’Orsola per una leucemia mieloide.

Prima ancora di celebrare in piazza, infatti, la squadra ha voluto raggiungere Polonara, portandogli fisicamente il trofeo. "Te l’avevamo promesso e te l’abbiamo portata. Forza Achille", ha scritto il club sui social, accompagnando le parole con una foto in cui Belinelli, Toko Shengelia – MVP delle finali – e Alessandro Pajola, compagno e concittadino anconetano di Polonara, mostrano la coppa davanti alla finestra dell’ospedale. "Aki, questo è per te", il messaggio semplice e diretto che racchiude il senso di una vittoria collettiva, vissuta con un pensiero costante per chi, in quel momento, combatte una partita ben più difficile.

Già durante la finale, la Virtus aveva reso omaggio a Polonara indossando delle sovramaglie con il suo numero 33, un gesto che ha unito ancor di più i tifosi e l’ambiente sportivo attorno alla sua figura. La notizia della malattia, rivelata a poche ore dal match decisivo, ha aggiunto un peso emotivo alla gara, trasformando il trionfo in qualcosa di più di un semplice successo sportivo.

Tra i protagonisti della serata, Nicola Akele ha lanciato dal pullman un "rifacciamolo anche il prossimo anno", mentre Shengelia, destinato a lasciare Bologna per il Barcellona, ha chiuso la sua esperienza in Italia con una prestazione dominante. Ma è stato Belinelli, probabilmente all’ultima stagione da giocatore, a incarnare lo spirito di una squadra che ha saputo unire talento e umanità.

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