Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri, la prima donna premier del Marocco
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Redazione Esteri
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Il re del Marocco Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri capo del governo, affidandole l'incarico di formare il nuovo esecutivo al termine delle elezioni legislative del 23 settembre. La nomina è arrivata martedì 29 settembre, durante un'udienza al Palazzo Reale di Rabat, dove il sovrano ha ricevuto la coordinatrice nazionale del Partito Autenticità e Modernità (PAM) e l'ha incaricata ufficialmente di guidare il governo del Regno. Per la prima volta dall'indipendenza del Paese, una donna è chiamata a ricoprire la carica di capo del governo.
La vittoria elettorale del PAM e il quadro politico
Il partito di El Mansouri, il PAM, di orientamento centrista e vicino alla monarchia, è arrivato primo alle elezioni parlamentari con 97 seggi su 395 nella Camera dei Rappresentanti, davanti al Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI) con 66 seggi e al partito Istiqlal con 65. La formazione faceva già parte della coalizione di governo uscente, ma come forza di minoranza: dal 2021 l'esecutivo era guidato da Aziz Akhannouch, leader dell'RNI. La partecipazione al voto è stata del 38 per cento, il dato più basso degli ultimi vent'anni.
Non disponendo della maggioranza assoluta, che richiede 198 deputati, El Mansouri dovrà negoziare con altre forze politiche per costruire una coalizione di governo. Prima della nomina, la neo-premier aveva dichiarato che nei negoziati non ci sarebbero state «linee rosse» e che il suo partito aveva «voltato pagina» rispetto a dispute precedenti con potenziali alleati. Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (PJD), di orientamento islamista, ha invece chiuso la porta a una possibile collaborazione, dopo essere risalito da 13 a 54 seggi.
Da Marrakech a Rabat: il percorso di una politica di lungo corso
Nata il 3 gennaio 1976 a Marrakech, Fatima Ezzahra El Mansouri è avvocata specializzata in diritto immobiliare e fondiario, iscritta al foro di Marrakech dal 2005. Ha studiato giurisprudenza all'Università Mohammed V di Rabat, ha conseguito un DEA in diritto dei contratti d'affari all'Università di Montpellier e una certificazione in diritto anglosassone alla Pace University di New York. La sua carriera politica inizia nel 2007, un anno prima della fondazione del PAM, di cui è stata membro fondatrice nel 2008.
Nel 2009, a 33 anni, è diventata la prima donna sindaca di Marrakech, carica che ha ricoperto fino al 2015 e poi di nuovo dal 2021. È stata deputata al Parlamento dal 2011 al 2016 e nuovamente dal 2016 al 2021, presidente del consiglio nazionale del PAM dal 2015 al 2024 e coordinatrice della direzione collegiale del partito dal 2024. Nel governo uscente ha ricoperto l'incarico di ministra della Pianificazione territoriale, dell'Urbanistica, dell'Edilizia abitativa e della Politica della città. Nel 2014 la rivista Forbes l'ha inserita tra le venti giovani donne più influenti d'Africa.
Una nomina storica nel mondo arabo
El Mansouri è la seconda donna a guidare un governo in un Paese arabo, dopo Najla Bouden in Tunisia, nominata il 29 settembre 2021 e rimasta in carica fino all'agosto 2023. La coincidenza delle date tra le due nomine, a distanza di cinque anni esatte, è stata sottolineata da diverse agenzie internazionali. Il Marocco diventa così il secondo Paese del mondo arabo ad affidare la guida dell'esecutivo a una donna.
La nomina ha suscitato reazioni contrastanti: da un lato è stata accolta come un segnale di apertura, dall'altro ambienti religiosi conservatori hanno sollevato perplessità sulla partecipazione di una donna alle cerimonie religiose del sovrano.
Dopo l'udienza con Mohammed VI, El Mansouri ha dichiarato che il lavoro per formare il nuovo esecutivo sarebbe iniziato «da subito», con consultazioni interne al PAM e poi con tutti i partiti politici. L'obiettivo, ha spiegato, è presentare al re «nel più breve tempo possibile» una proposta di governo «all'altezza» delle attese del sovrano e dei cittadini.
Il nuovo esecutivo dovrà affrontare le ultime fasi dei preparativi per il Mondiale di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo, oltre a questioni come il potere d'acquisto, la disoccupazione giovanile e il costo della vita.
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