Marocco, Fatima Ezzahra El Mansouri nominata prima premier donna

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Re Mohammed VI ha conferito a Fatima Ezzahra El Mansouri l'incarico di formare il nuovo governo del Marocco. La nomina, annunciata martedì 29 settembre, arriva sei giorni dopo le elezioni legislative del 23 settembre e segna un passaggio storico per il Regno nordafricano: per la prima volta una donna guiderà l'esecutivo.

La nuova premier, 50 anni, è coordinatrice della direzione collegiale del Partito dell'Autenticità e della Modernità (Pam) e sindaca di Marrakech, oltre ad aver ricoperto la carica di ministra della Pianificazione territoriale, dell'Urbanistica e delle Politiche abitative nel governo uscente.

Il risultato elettorale e il nuovo equilibrio parlamentare

Le elezioni del 23 settembre hanno ridisegnato la geografia politica della Camera dei rappresentanti, dove il Pam si è imposto come prima forza con 97 seggi su 395, in crescita rispetto agli 87 del 2021. Il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni), guidato dal premier uscente Aziz Akhannouch, è scivolato al secondo posto con 66 seggi, perdendone 36 rispetto ai 102 di cinque anni fa, mentre il partito Istiqlal si è fermato a 65, in calo dagli 81 precedenti.

Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd), formazione islamista crollata a 13 seggi nel 2021, ha registrato la progressione più consistente tornando a 54 deputati. Nonostante i cambi di posizione, i quattro principali partiti detengono complessivamente 282 seggi, un peso parlamentare quasi identico a quello del 2021. La coalizione uscente composta da Pam, Rni e Istiqlal dispone di 228 seggi, sopra la soglia di 198 necessaria per la maggioranza assoluta.

Le prime parole della nuova premier

Al termine dell'udienza reale, El Mansouri ha dichiarato alla stampa di essere onorata per la fiducia ricevuta dal sovrano. «Questo è un momento storico per il nostro Paese», ha affermato, sottolineando che «è la prima volta che una donna viene nominata a capo di un governo, il che costituisce motivo di orgoglio per me e per tutte le donne del Paese».

La neo-premier ha precisato di aver ricevuto «gli Alti Orientamenti di Sua Maestà il Re per la gestione della fase a venire» e ha annunciato l'avvio immediato di consultazioni interne al proprio partito e con tutte le forze politiche per proporre un esecutivo «all'altezza delle attese di Sua Maestà il Re e dell'insieme dei cittadini». «Siamo pienamente consapevoli dell'importanza di questa tappa e delle grandi attese dei cittadini, in particolare dei giovani», ha aggiunto, precisando che verrà elaborato «un programma che proponga soluzioni realistiche e concrete».

Un profilo tra politica e amministrazione locale

Nata a Marrakech, figlia di un Pachà, El Mansouri è laureata in Diritto privato all'Università Mohammed V e ha studiato in Francia e negli Stati Uniti prima di esercitare come avvocata specializzata in diritto societario. A 33 anni ha conquistato la poltrona di sindaca di Marrakech, diventando la prima donna a guidare una grande città marocchina. La sua carriera politica è proseguita con la coordinazione del Pam e con l'incarico ministeriale nel governo Akhannouch.

La sua nomina la colloca come seconda donna a capo di un governo in un Paese arabo, dopo la tunisina Najla Bouden, in carica dal 2021 al 2023.

Le sfide economiche e sociali del prossimo quinquennio

Il nuovo esecutivo erediterà un contesto segnato da difficoltà economiche e da un clima di disaffezione politica. La partecipazione elettorale si è attestata al 38,2 per cento degli aventi diritto, in netto calo rispetto al 50,18 per cento del 2021 e ai minimi da vent'anni. Secondo il ministero dell'Interno, alle urne si sono presentati circa 6 milioni di elettori su quasi 15 milioni e 800 mila aventi diritto.

Tra i fattori indicati dagli osservatori figurano l'aumento del costo della vita e la disoccupazione giovanile, temi che avevano alimentato proteste e episodi di emigrazione irregolare verso l'Europa. La nuova premier ha indicato tra le priorità il recupero della fiducia dei giovani, definiti «motori del cambiamento».

La prospettiva dei Mondiali 2030

Il quinquennio di governo di El Mansouri coincide con la preparazione di un appuntamento di portata internazionale: il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo la Coppa del Mondo di calcio del 2030, la prima edizione organizzata tra Europa e Africa. Il torneo, in programma tra giugno e luglio, vedrà anche tre partite inaugurale in Argentina, Paraguay e Uruguay per celebrare il centenario della competizione.

Il presidente della Federcalcio marocchina Fouzi Lekjaa ha indicato lo stadio Hassan II di Casablanca, attualmente in costruzione, come sede designata per la finale, mentre la Fifa ha precisato che la decisione definitiva sulla sede dell'ultimo atto sarà presa «al momento opportuno». La nomina di El Mansouri dovrà ora tradursi nella formazione di una squadra di governo capace di gestire i dossier legati alle infrastrutture e agli investimenti connessi all'evento.

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