Marocco, Fatima Ezzahra El Mansouri nominata premier: è la prima donna nella storia del Paese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri capo del governo del Marocco. È la prima volta che una donna guida l'esecutivo del regno nordafricano. La nomina è arrivata martedì 29 settembre, sei giorni dopo le elezioni legislative del 23 settembre, con un comunicato del ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria. Il sovrano ha ricevuto El Mansouri al palazzo reale di Rabat e, in virtù dell'articolo 47 della Costituzione, le ha affidato l'incarico di formare il nuovo governo.
Il risultato elettorale e la necessità di una coalizione
Il Partito Autenticità e Modernità (PAM), formazione di centro-destra vicina al palazzo, ha vinto le legislative con 97 seggi su 395, davanti al Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (RNI) con 66 seggi e al Partito dell'Istiqlal (PI) con 65. Non avendo raggiunto la maggioranza assoluta, El Mansouri dovrà negoziare con altre forze politiche per costruire una coalizione in grado di governare e ottenere la fiducia della Camera dei rappresentanti, che richiede almeno 198 voti.
L'affluenza alle urne si è fermata al 38,2 per cento, in calo rispetto alle precedenti consultazioni.
Chi è la nuova premier
Classe 1976, avvocata specializzata in diritto fondiario e immobiliare, El Mansouri ha costruito la sua carriera politica partendo dalla dimensione locale. Nel 2009, a 33 anni, è diventata la prima donna sindaca di Marrakech, una delle principali città del Paese. Dopo una pausa, è tornata a guidare il municipio nel 2021. Nello stesso anno ha assunto la carica di ministra dell'Assetto del territorio, dell'Urbanistica, dell'Abitazione e della Politica della città nel governo uscente di Aziz Akhannouch.
Membro fondatore del PAM nel 2008, dal 2024 coordina la direzione collegiale del partito.
Le priorità del nuovo esecutivo
Durante la campagna elettorale El Mansouri ha posto al centro del programma la questione giovanile, promettendo di «ridare speranza» alle nuove generazioni attraverso soluzioni concrete. Il Marocco affronta un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 27 per cento e un malcontento diffuso alimentato dal costo della vita e dalle carenze dei servizi pubblici, in particolare sanità e istruzione. Il programma del PAM prevede la creazione di un milione di posti di lavoro nell'arco del mandato quinquennale.
I dossier sul tavolo: Mondiale 2030 e Sahara occidentale
Tra i compiti che attendono il nuovo governo c'è la supervisione dei preparativi per la Coppa del Mondo di calcio del 2030, che il Marocco coorganizzerà con Spagna e Portogallo. Si tratta di un pacchetto di investimenti in infrastrutture stimato in circa 20 miliardi di euro, che comprende stadi, aeroporti, rete ferroviaria e strade.
Sul fronte della politica estera, l'esecutivo dovrà portare avanti la posizione marocchina sul Sahara occidentale, dossier che resta di competenza della monarchia ma che richiede azione diplomatica ed economica da parte del governo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
