Fatima Zahara Mansouri è la prima donna premier del Marocco

Fatima Zahara Mansouri è la prima donna premier del Marocco
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Re Mohammed VI ha affidato a Fatima Zahara Mansouri l'incarico di formare il nuovo governo del Marocco. La nomina, arrivata a una settimana dalle elezioni legislative del 23 settembre, segna una svolta nella storia politica del regno: per la prima volta una donna guiderà l'esecutivo di Rabat. Mansouri, cinquantenne avvocatessa e sindaca in carica di Marrakech, prende il posto di Aziz Akhannouch, capo del governo uscente dal 2021.

Il sovrano non aveva mai impiegato così tanto tempo per designare un premier, un ritardo che aveva alimentato settimane di speculazioni sulla composizione della futura maggioranza.

Il peso elettorale del Pam

La scelta di Mansouri arriva dopo la vittoria del Partito dell'Autenticità e della Modernità (Pam), la formazione centrista che lei stessa guida e che ha ottenuto il maggior numero di seggi alla Camera dei Rappresentanti: 97 sui 395 totali. Un risultato che non basta però a garantire la maggioranza assoluta, fissata a 198 seggi, e che obbliga la premier incaricata ad avviare consultazioni con le altre forze politiche per costruire una coalizione di governo.

Il Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni) si è fermato a 66 seggi, seguito dal Partito Istiqlal con 65 e dal Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Pjd) con 54.

Da Marrakech a Rabat

Nata a Marrakech nel 1976, Mansouri ha studiato giurisprudenza in Francia e negli Stati Uniti, specializzandosi in diritto societario. La sua carriera politica è iniziata nel 2008, con la fondazione del Pam, e già l'anno successivo è diventata la prima donna sindaca di Marrakech, carica che ha poi riconquistato nel 2021. Nel governo uscente ha ricoperto il ruolo di ministra dell'Urbanistica e della Politica della Città.

Il suo percorso è costellato di primati: prima sindaca della città rossa, ora prima donna alla guida del governo marocchino e seconda nel mondo arabo dopo Najla Bouden in Tunisia.

Una Camera più femminile

Le elezioni del 23 settembre hanno prodotto anche un Parlamento con una presenza femminile più consistente. Alla Camera bassa siedono ora 107 deputate sui 395 seggi complessivi, contro le 96 della legislatura precedente. Un incremento legato in larga parte al sistema delle quote: la riforma elettorale approvata nei mesi scorsi ha portato da 60 a 90 i seggi riservati alle donne in liste dedicate, mentre soltanto sei candidate hanno ottenuto un seggio nelle liste ordinarie.

Il Pam è stata la formazione che ha eletto più donne nelle circoscrizioni regolari, con quattro elette tra Oujda, Marrakech e Fez.

Le sfide del nuovo esecutivo

Il governo che Mansouri dovrà guidare eredita un'agenda densa di impegni. Tra i dossier più urgenti figurano il contenimento dell'inflazione, l'aumento dei salari e la creazione di nuovi posti di lavoro, in un contesto di crescente inquietudine sociale tra i giovani. Sul fronte degli investimenti, l'esecutivo dovrà supervisionare la fase finale di un programma da circa 20 miliardi di dollari destinato alle infrastrutture in vista del Mondiale di calcio del 2030, che il Marocco ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.

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