Ddl antisemitismo, via libera in commissione: il Pd non partecipa al voto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato il mandato al relatore sul disegno di legge per il contrasto all'antisemitismo, confermando il testo già licenziato da Palazzo Madama. Il via libera è arrivato con il voto compatto della maggioranza, mentre le opposizioni si sono spaccate: M5s, Avs e Futuro Nazionale hanno votato contro, Italia Viva ha dato il proprio assenso, Più Europa si è astenuta e il Partito democratico ha scelto di non partecipare al voto, lasciando l'aula al momento della chiama.

Il provvedimento, identico a quello uscito dal Senato, approderà in Aula a Montecitorio venerdì per la discussione generale, con l'approvazione definitiva attesa entro la prima metà di ottobre, dopo il voto sulla legge elettorale.

Il nodo della definizione operativa

Il punto più contestato del testo riguarda l'adozione della definizione operativa di antisemitismo mutuata dall'International Holocaust Remembrance Alliance, con i relativi indicatori necessari ai fini dell'applicazione della legge. Per una parte del centrosinistra quella formulazione metterebbe a rischio la libertà di critica politica verso Israele, perché condotte legittime potrebbero essere facilmente equiparate ad atti ostili contro gli ebrei. La maggioranza respinge l'obiezione e sostiene che il diritto di criticare le politiche del governo israeliano resti pienamente garantito.

Il testo, nel frattempo, ha perso per strada le norme di carattere penale e i divieti per le manifestazioni che comparivano nelle versioni iniziali, come ha ricordato la senatrice a vita Liliana Segre, sottolineando che «grazie al buon lavoro svolto in Senato sono stati eliminati dalla proposta di legge sia i contenuti di carattere penale sia i divieti».

L'appello di Segre e la spaccatura del centrosinistra

Pochi giorni prima del voto in commissione, la senatrice a vita aveva lanciato un appello all'unità, definendo il provvedimento «un buon lavoro» e manifestando «incredulità» di fronte alle divisioni che si stavano profilando. Segre aveva anche respinto l'argomento principale delle opposizioni, osservando che il testo non presenta «reali criticità» sul fronte della libertà di critica a Israele, nonostante le sue dure prese di posizione contro Netanyahu per la guerra di Gaza.

Il relatore del ddl, il deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo, ha ricordato che il provvedimento è frutto di una sintesi compiuta a Palazzo Madama «tra testi di maggioranza e opposizione» e che era stato approvato «con una maggioranza ben più larga di quella del solo centrodestra».

La Strategia nazionale e il coordinatore

Il disegno di legge istituisce anche la Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, adottata dal Consiglio dei ministri con cadenza triennale e articolata su tre finalità: prevenire e contrastare ogni forma di antisemitismo, promuovere la conoscenza della storia e della cultura ebraica, e assicurare adeguate misure di sicurezza alle istituzioni e ai luoghi di culto della comunità ebraica.

È prevista inoltre la figura del coordinatore nazionale per la lotta all'antisemitismo, nominato dal presidente del Consiglio e incaricato di curare la predisposizione della strategia.

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