Spenti gli autovelox di via Aldo Moro, Vicenza nel mirino della Procura di Cosenza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli autovelox di via Aldo Moro a Vicenza sono stati disattivati, in attesa dei risultati di un’inchiesta avviata oltre un anno fa per accertare la regolarità dei dispositivi. Il Comune, pur riconoscendo la necessità di una soluzione definitiva, ritiene che l’installazione di rilevatori fissi lungo quell’arteria rimanga l’opzione più adeguata. A confermarlo è Cristiano Spiller, assessore comunale alla Viabilità, che ha ribadito l’importanza di garantire sicurezza stradale senza compromettere la legalità degli strumenti utilizzati.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, che vede la Procura di Cosenza al centro di un’indagine nazionale sugli autovelox non omologati. L’autorità giudiziaria ha infatti disposto la disattivazione di numerosi dispositivi in tutta Italia, compresi quelli di Vicenza, dopo aver accertato che molti di essi non rispettavano i requisiti di legge. Secondo le indagini, alcuni rilevatori non solo erano privi di omologazione, ma presentavano anche caratteristiche tecniche diverse rispetto ai modelli depositati presso il Ministero.

Il caso di Vicenza non è isolato. A Torino, ad esempio, la Procura ha sequestrato l’autovelox di corso Unità d’Italia, che in un anno aveva registrato oltre 54.000 violazioni. Situazioni analoghe si sono verificate a Venezia e in altre città, dove migliaia di automobilisti si interrogano ora sulla validità delle multe ricevute. La questione, già emersa in passato in trasmissioni come Striscia la notizia, ha portato a sentenze significative, come quella del giudice di pace di Lucca, che ha annullato le sanzioni comminate a una decina di conducenti proprio per la mancata omologazione del dispositivo.

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