La tragedia sulla Pedemontana: don Francesco Andreoli e il giovane animatore morti nello schianto in galleria

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una giornata che doveva essere di festa e spensieratezza si è trasformata in tragedia nella mattinata di giovedì 25 giugno, lungo la Superstrada Pedemontana Veneta. All'altezza della galleria di Malo, nel Vicentino, un violento incidente stradale ha spezzato la vita di don Francesco Andreoli, sacerdote salesiano di 36 anni, e di un animatore di appena 16 anni che viaggiava con lui. I due facevano parte di un gruppo di giovani dell'oratorio di Schio che si stava recando a Gardaland per una giornata di svago, precedendo il pullman con il resto della comitiva.

La dinamica dell'incidente sulla Pedemontana

Secondo le prime ricostruzioni, il tragico evento si è verificato intorno alle 9.15 in direzione del casello di Montecchio Maggiore. L'auto su cui viaggiavano il sacerdote e il sedicenne, per cause ancora in fase di accertamento, avrebbe tamponato un camion che li precedeva, fermandosi poi sulla carreggiata. Dopo essere scesi brevemente per controllare i danni, i due erano appena risaliti a bordo del veicolo quando una seconda vettura, sopraggiungendo ad alta velocità, si è schiantata contro la loro auto.

L'impatto, violentissimo, ha ridotto la vettura in un groviglio di lamiere, non lasciando scampo ai due occupanti. All'arrivo dei soccorsi, il medico del Suem 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso di don Francesco e del giovane animatore.

Il cordoglio per don Francesco Andreoli

Il conducente dell'altra vettura coinvolta, un uomo di circa quarant'anni, è rimasto ferito e, dopo essere stato estratto dalle lamiere dai vigili del fuoco intervenuti dal distaccamento di Schio, è stato trasportato all'ospedale di Santorso con un trauma toracico; le sue condizioni non sarebbero pericolose. Sul posto sono intervenuti anche la polizia per i rilievi del caso e per gestire la viabilità, che ha subito pesanti ripercussioni con la galleria chiusa al traffico per diverse ore.

La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomente le comunità del Vicentino e del Veronese. Il governatore del Veneto, Alberto Stefani, ha espresso il suo dolore in un messaggio, ricordando il sacerdote e il giovane animatore come vite dedicate agli altri e all'educazione.

Chi era don Francesco Andreoli, il parroco dei giovani

Originario di Borgo Santa Croce, a Verona, don Francesco Andreoli era figlio di un medico di base con studio a Grezzana e aveva un legame profondo con il suo quartiere e con la parrocchia che lo aveva visto crescere. Era diventato sacerdote mosso dal desiderio di farsi carico della felicità e delle preoccupazioni dei ragazzi, tanto da essere chiamato affettuosamente "il don dei giovani".

Ordinato sacerdote nel 2018, aveva dedicato la sua vita all'educazione, lasciando un segno profondo prima all'Istituto Salesiano Bearzi di Udine e poi come responsabile dell'oratorio di Schio presso l'Istituto Salesiano Don Bosco. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona solare, carismatica, con lo spirito salesiano impresso nel Dna, capace di contagiare tutti con la sua energia e di portare luce nelle vite dei più giovani.

Le reazioni della comunità

Le comunità di Schio e di Verona si stringono attorno al dolore delle famiglie delle due vittime. Tra i messaggi di cordoglio, particolare commozione ha suscitato il ricordo di don Francesco nel video con Gianluigi Buffon e i ragazzi del Grest di Schio, un'immagine che ora rappresenta un simbolo della sua gioia di vivere e del suo impegno.

Le persone che lo hanno conosciuto parlano di un educatore autentico, una presenza costante capace di costruire relazioni forti e significative, che continuerà a vivere nei cuori di quanti hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino.

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