Kakà braccio destro di Ancelotti al Brasile: l’ex Pallone d’oro il favorito per affiancare il ct
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Redazione Sport
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Dopo che la Cbf, la federcalcio brasiliana, ha ufficializzato l’arrivo di Carlo Ancelotti come commissario tecnico della Seleção, si è scatenato il totonomi per lo staff che affiancherà l’allenatore. Tra i nomi più caldi, secondo fonti vicine alla federazione, c’è quello di Kakà, l’ex Pallone d’oro che proprio sotto la guida di Ancelotti al Milan visse la sua ascesa verso il titolo di miglior calciatore del mondo. A distanza di anni, i due potrebbero ritrovarsi uniti da un nuovo progetto, stavolta in panchina.
Kakà, che a 43 anni ha già ottenuto il patentino da allenatore, sarebbe il candidato ideale per diventare il principale collaboratore brasiliano di Ancelotti, un ruolo che richiede non solo competenza tecnica ma anche la capacità di mediare tra il ct e un ambiente complesso come quello della nazionale verdeoro. La sua esperienza internazionale e la familiarità con i metodi del tecnico reggiano lo rendono una scelta quasi scontata, sebbene nulla sia ancora stato confermato ufficialmente.
Intanto, chi ha lavorato a lungo con Ancelotti non ha dubbi sulle sue capacità di adattamento. Giorgio Ciaschini, storico vice del tecnico, racconta all’Adnkronos che “un italiano sulla panchina del Brasile è una cosa eccezionale, ma lui ha vinto ovunque”. Ciaschini, che ne conosce pregi e difetti, sottolinea come Ancelotti abbia “un livello internazionale” e possa gestire qualsiasi sfida, compresa quella di guidare una squadra iconica come quella brasiliana.
L’accordo tra Ancelotti e la Cbf, del resto, è già stato definito nei dettagli: un ingaggio da 10 milioni netti all’anno, pari a quello che percepiva al Real Madrid, più un bonus di 5 milioni in caso di vittoria del Mondiale. Una cifra record, che dimostra quanto la federazione brasiliana abbia puntato tutto sul tecnico italiano, considerato l’uomo giusto per riportare la nazionale ai vertici del calcio mondiale.
Non è un caso che, come sottolinea il giornalista Pincolini, “Ancelotti avesse bisogno del Brasile e il Brasile avesse bisogno di un normalizzatore come lui”. La nazionale offre al ct uno spazio diverso rispetto ai club, con ritmi meno frenetici e maggiore libertà gestionale, elementi che potrebbero convincere un allenatore abituato a vincere ovunque a cercare l’ultima, grande sfida della sua carriera. Intanto, Ancelotti ha già iniziato a muovere i primi passi, contattando alcuni giocatori in vista delle future convocazioni.




