I ricordi di Ivrea per Pippo Baudo e le ombre di Katia Ricciarelli
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre a Militello in Val di Catania, mercoledì 20, si celebravano i funerali di Pippo Baudo, riaffiorano dalla memoria collettiva frammenti di una carriera straordinaria che ha toccato, quasi inaspettatamente, anche la tradizione del Carnevale di Ivrea. Pierluigi Marta, presidente degli Amis ad piassa dla Granaja, ha voluto condividere un aneddoto risalente al 1969, quando il Carnevale fu ospite in una puntata della trasmissione "Settevoci". «Quel programma – ha spiegato Marta – che aveva dato grande visibilità a eventi popolari, fu per noi un momento di orgoglio nazionale», un tassello spesso dimenticato nella vastissima produzione del presentatore scomparso lo scorso 16 agosto.
Accanto ai tributi pubblici, però, emergono anche voci più personali e sofferte, come quella di Katia Ricciarelli. La cantante lirica, ex moglie di Baudo, in un’intervista a Giovanni Terzi per il settimanale "Gente" ha espresso tutta la sua amarezza per una relazione che, a suo dire, fu costantemente ostacolata dall’entourage del presentatore. «Alla sua assistente ha intestato due case. Per parlargli dovevo chiamare lei»: queste le parole che dipingono un rapporto reso difficile da dinamiche che la soprano ha vissuto come un’esclusione forzata, un dolore che oggi sopravvive alla stessa perdita.
In un panorama mediatico che tende a omologare i ricordi in una retorica condivisa, come qualcuno ha notato osservando come i nomi sui cenotafi dei grandi conduttori possano essere scambiati senza che il pubblico se ne avveda, il ricordo di Baudo assume dunque sfumature complesse. Da un lato c’è il professionista capace di consigliare una nuova generazione di presentatori; Amadeus, ad esempio, ha più volte ricordato i preziosi suggerimenti ricevuti da Baudo in vista della conduzione del Festival di Sanremo, rivelando un lato mentore e generoso.




