Sassonia-Anhalt, l'AfD vola al 42%: sondaggio shock a un mese dal voto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ampliato il suo vantaggio nei sondaggi a 20 punti percentuali nello Stato orientale della Sassonia-Anhalt. Secondo l'indagine dell'istituto Insa pubblicata oggi, lunedì 10 agosto, la formazione guidata da Alice Weidel e Tino Chrupalla punta a ottenere una maggioranza assoluta senza precedenti nelle elezioni del prossimo 6 settembre, forte di un consenso che raggiunge il 42% delle preferenze, un punto in più rispetto al precedente rilevamento.

I cristiano-democratici (Cdu) del cancelliere Friedrich Merz crollano invece al 22%, in un contesto che vede la Linke al 13% e la Spd ferma al 6%, mentre Verdi e Fdp, entrambi al 4%, resterebbero fuori dal Landtag di Magdeburgo.

La sfida per la maggioranza assoluta e il ruolo di Bsw

L'AfD non ha mai partecipato a una coalizione di governo nei 16 Länder tedeschi né a livello federale, poiché tutti gli altri partiti tradizionali si rifiutano di collaborare con il partito, una politica nota come Brandmauer, il "muro tagliafuoco".

Nonostante la sezione del partito in Sassonia-Anhalt sia stata etichettata dai servizi segreti nazionali come un caso accertato di estremismo di destra, la formazione di estrema destra ha serie possibilità di ottenere la maggioranza assoluta, a seconda che diversi partiti minori non riescano a raggiungere la soglia del 5% necessaria per conquistare seggi nel Parlamento regionale.

Uno di questi è l'Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), che ha condotto una campagna elettorale agguerrita contro un altro governo guidato dalla Cdu nello Stato e si sta affermando come potenziale ago della bilancia, avendo raggiunto il 5% nel sondaggio Insa. "Solo se la Bsw entrerà nel Parlamento regionale si potrà impedire il prossimo mandato del presidente della Cdu", ha dichiarato il candidato di punta del partito, Thomas Schulze. "L'AfD non ce la farà da sola".

La Bsw, nata da una scissione della Linke all'inizio del 2024, non si è tuttavia impegnata a sostenere un governo guidato dall'AfD, proponendo invece un modello di maggioranze mobili e un "presidente di coalizione" nel Parlamento regionale, con l'obiettivo di ridurre la polarizzazione. Il candidato di punta dell'AfD, Ulrich Siegmund, ha respinto l'idea, insistendo sulla necessità di un "governo stabile" in Sassonia-Anhalt.

La strategia di Merz tra migranti e crisi di popolarità

Friedrich Merz, stretto nella morsa di enormi sfide che vanno dalla crisi economica alla minaccia russa, ricorre di nuovo al pugno duro sui migranti nel tentativo di riprendere fiato nei consensi, una strategia che tocca anche i rapporti con l'Italia di Giorgia Meloni. La strategia di Berlino, che prevede le prossime espulsioni dei cosiddetti "dublinanti" in Italia e in Grecia in linea con le nuove regole sull'asilo che si è data l'Europa, è ben leggibile alla luce delle tante insidie che affliggono da tempo il cancelliere, la cui popolarità è ai minimi.

Non è l'unico scoglio da superare: nel prossimo autunno i Laender chiamati al voto nell'est sono tre, e il 20 settembre toccherà al Meclemburgo-Pomerania anteriore e alla città-Stato di Berlino, dove i sondaggi danno la Linke in vantaggio sulla Cdu e il sindaco democristiano ha già rinunciato a ricandidarsi, proprio per evitare uno smacco al partito.

La stampa tedesca, come la Welt, ha riportato indiscrezioni secondo cui la spinta per un cambio al vertice della Cdu, con il nome del giovane Hendrik Wuest che prende nuovamente quota per la successione, sarebbe di nuovo piuttosto forte all'interno del partito.

Mille giuristi chiedono il bando dell'AfD

In questo clima di crescente tensione politica, più di mille giuristi – avvocati, giudici e magistrati – hanno sottoscritto un appello dell'Associazione repubblicana degli avvocati (Rav) per la messa al bando dell'AfD. Già a metà luglio l'associazione ha indirizzato una lettera aperta al governo e al Bundestag, e il numero dei firmatari è salito a 1.051, come reso noto dal Rav che si batte per la parità di diritti e contro la discriminazione e la violenza della polizia.

La richiesta si basa su un parere giuridico dell'Associazione per i diritti di libertà (Gff), che dopo 13 mesi di lavoro su discorsi pubblici, verbali parlamentari e post sui social media dell'AfD, ha concluso che la politica del partito viola i principi di dignità umana e democratici sanciti dalla Costituzione.

Il procedimento per il bando può essere avviato alla Corte costituzionale esclusivamente dal Bundestag, dal Bundesrat o dal Governo a maggioranza semplice; la Rav chiede quindi alle istituzioni di agire "senza indugio" per evitare un "grave danno per la democrazia", mentre secondo l'Ufficio federale per la protezione della Costituzione il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla è sospettato di estremismo di destra.

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