Sassonia-Anhalt al voto, l'AfD di Siegmund sfonda il muro del 40 per cento

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre la Germania osserva con crescente apprensione, la Sassonia-Anhalt si prepara a un verdetto che potrebbe riscrivere gli equilibri politici nazionali. Domenica 6 settembre, circa 2,1 milioni di elettori sono chiamati alle urne in quello che è stato definito un crocevia storico, una “scelta che determinerà il futuro della Germania”, parole del ministro-presidente uscente Sven Schulze della CDU.

L’ombra lunga del voto si allunga ben oltre i confini del Land, in un momento in cui il governo federale guidato da Friedrich Merz appare particolarmente vulnerabile e i partiti tradizionali arrancano di fronte all’avanzata populista di Alternativa per la Germania.

Il dato che fa tremare Berlino

L’ultimo sondaggio diffuso dall’emittente pubblica ARD, a pochi giorni dal voto, dipinge uno scenario che sembra ormai irreversibile: l’AfD è stabilmente oltre il 40 per cento, precisamente al 42 per cento, mentre la CDU del cancelliere Merz e del presidente regionale Sven Schulze crolla a un preoccupante 22 per cento. Un dato storico se si considera che nelle elezioni del 2021 la CDU aveva trionfato con il 37,1 per cento, mentre l’AfD si era fermata al 20,8.

Il vantaggio è quindi di circa venti punti percentuali, una voragine che rende la vittoria dell’estrema destra un esito largamente scontato, sebbene non scontata sia la capacità del partito di conquistare la maggioranza assoluta dei seggi nel Landtag. A completare il quadro, le forze minori arrancano: la Linke è all’11 per cento, la SPD all’8, i Verdi al 6, mentre BSW e FDP rischiano di non superare la soglia di sbarramento del 5 per cento.

Ulrich Siegmund, il volto sorridente della radicalità

A guidare questa avanzata inarrestabile è Ulrich Siegmund, candidato dell'AfD alla carica di ministro-presidente, un trentacinquenne che ha saputo incarnare un nuovo stile politico per il partito. Descritto dal settimanale Der Spiegel come “l’uomo più pericoloso della Germania”, una definizione che lui stesso ha trasformato in un manifesto elettorale autografando la copertina della rivista per i suoi sostenitori, Siegmund si presenta con un look informale – polo bianca e jeans – e una comunicazione social che gli ha permesso di conquistare l’elettorato più giovane.

“Rivoglio la mia bella, vecchia e sicura Germania”, è uno dei mantra che ripete durante i comizi, evitando però la retorica nazista dei colleghi più estremisti come Björn Höcke, per adottare un approccio più affabile che lui stesso definisce “la lingua del popolo”.

Siegmund, che è entrato in politica dopo una laurea in economia aziendale e una militanza giovanile nella stessa CDU, ha fatto del ripristino dei legami con la Russia, dell'uscita dall'euro e di una linea durissima sull'immigrazione i cavalli di battaglia della sua campagna, cavalcando il malcontento di una regione che, nonostante una crescita in settori come le energie rinnovabili e la logistica, fatica a risollevarsi dalla disillusione post-riunificazione.

Una partita aperta sui seggi e sulle coalizioni

Arrivare primi, per l'AfD, non è però sufficiente. La legge elettorale tedesca e la riluttanza di tutti gli altri partiti a collaborare con l'estrema destra rendono la partita complessa e ancora aperta. Il cosiddetto "cordone sanitario" nei confronti dell'AfD è ancora in piedi, ma la profondità del suo consenso potrebbe metterlo a dura prova.

Il rischio concreto è che, se i piccoli partiti come Verdi, BSW e FDP non dovessero raggiungere la soglia di sbarramento, i seggi dell'AfD lieviterebbero fino a garantirle la maggioranza assoluta, consentendo la formazione di un governo monocolore guidato da Siegmund.

In caso contrario, la CDU potrebbe tentare di formare una coalizione ampia con SPD e Verdi, ma i numeri non sono dalla sua parte; alcuni analisti ipotizzano addirittura che la CDU potrebbe dover ricorrere al sostegno della Linke, un'eventualità respinta dalla maggioranza degli elettori e in aperto contrasto con la linea nazionale del partito. La partita, insomma, potrebbe decidersi per pochi decimali, con il BSW che potrebbe giocare un ruolo decisivo astenendosi o votando in modo trasversale nel terzo scrutinio per l'elezione del ministro-presidente.

Il voto che guarda già al futuro

L'appuntamento di domenica rappresenta molto più di un test elettorale regionale. Una vittoria di Siegmund sarebbe la prima volta nella storia della Germania federale che l'estrema destra conquista la guida di un Land, fornendo ad AfD una base istituzionale da cui preparare la corsa alla cancelleria nelle elezioni federali del 2029.

Le ripercussioni si faranno sentire immediatamente anche nelle altre elezioni regionali in programma il 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l'onda lunga del voto in Sassonia-Anhalt potrebbe dare ulteriore slancio al partito. Per il cancelliere Merz, già alle prese con una crisi economica che attanaglia la Germania e con un'indagine su un drone russo individuato vicino all'aeroporto di Lipsia – da lui definito un “atto di guerra” – la sconfitta potrebbe rappresentare l'inizio di una fase politicamente molto complicata.

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