Putin al forum di San Pietroburgo: "L’Ucraina è nostra, non escludo di occupare Sumy"
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Redazione Esteri
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Vladimir Putin, intervenendo al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, ha ribadito con toni perentori la sua visione dell’Ucraina come parte indissolubile della Russia, alimentando ulteriormente le tensioni con l’Occidente. “Russi e ucraini sono un unico popolo”, ha affermato il presidente russo, “e in questo senso, tutta l’Ucraina è nostra”. Una dichiarazione che, al di là delle consuete rivendicazioni storiche e culturali, sembra preludere a un’espansione dell’offensiva militare, tanto che Putin non ha escluso la possibilità di occupare Sumy, regione finora risparmiata dai combattimenti.
Le parole del leader del Cremlino, pronunciate davanti a una platea di imprenditori e diplomatici, hanno riacceso i timori di un’escalation del conflitto, già entrato nel suo quarto anno. “Non cerchiamo la capitolazione di Kiev”, ha precisato Putin, “ma il riconoscimento delle realtà emerse sul campo”. Un riferimento esplicito ai territori attualmente controllati dalle forze russe, che Mosca considera ormai parte integrante della Federazione. “Dove mette piede un soldato russo, quello è nostro territorio”, ha aggiunto, citando quella che ha definito una “vecchia regola”.
Sullo sfondo, la preoccupazione per un possibile allargamento del conflitto oltre i confini ucraini. Putin ha espresso inquietudine per il “rischio di una terza guerra mondiale”, pur senza entrare nel merito di quali scenari potrebbero innescarla. Allo stesso tempo, ha commentato con cautela le recenti minacce di Israele verso il leader iraniano Ali Khamenei: “Spero siano solo retorica”, ha detto, in un apparente tentativo di smorzare i toni su un fronte mediorientale già destabilizzato.




