Sparatoria alla Florida State University: ventenne suprematista bianco apre il fuoco nel campus

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   "Ero alla Student Union, stavo studiando e a un certo punto ho sentito una decina di colpi. Pensavo stesse crollando il soffitto, poi ho visto tre ragazze che passavano correndo, e una di loro era in lacrime: allora ho capito". La testimonianza di una studentessa della Florida State University ricostruisce i momenti di panico vissuti giovedì scorso nel campus di Tallahassee, quando un uomo armato ha fatto irruzione nell’ateneo seminando terrore. L’allarme, diffuso tramite messaggi e walkie-talkie, ha costretto studenti e docenti a barricarsi nelle aule: "Chiudetevi in casa, attentato in corso", recitava l’avviso.

Tra coloro che hanno vissuto quei momenti c’è anche Federica, ricercatrice trevigiana: "È stata una cosa tremenda, che mai mi sarei aspettata. Ero al dipartimento di Psicologia quando ho visto il messaggio della mia coinquilina: ‘C’è una sparatoria enorme: nascondetevi’". Rinchiusa in un laboratorio, ha raccontato di aver sentito gli spari e il rombo degli elicotteri, mentre il campus veniva evacuato. "Ho pianto, non riuscivo a credere a quello che stava succedendo", ha aggiunto.

L’autore della strage è stato identificato come Phoenix Ikner, ventenne legato all’ambiente suprematista bianco, noto per le sue posizioni estremiste e l’ossessione per le armi. Figlio di una vice-sceriffa della Florida, Ikner ha agito in modo metodico: armato, si è diretto verso l’edificio della rappresentanza sindacale studentesca prima di aprire il fuoco. Due uomini – non studenti dell’ateneo – sono rimasti uccisi, mentre altri sei sono stati feriti.

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