L'avvocato Lovati indagato per diffamazione dopo le dichiarazioni sull'omicidio di Garlasco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il legale Massimo Lovati, che assiste Andrea Sempio nell'ambito delle nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, dovrà rispondere dell'accusa di diffamazione aggravata per aver attribuito, in una serie di pubbiche dichiarazioni, la responsabilità di una "macchinazione" allo studio legale Giarda in relazione alle indagini del 2017 sul caso Garlasco. L'avviso di chiusura delle indagini, notificatogli e firmato dal pubblico ministero Fabio De Pasquale, rappresenta l'atto formale che precede la possibile richiesta di rinvio a giudizio, un passaggio che Lovati, affermando di volersi "difendere da solo", ha commentato con la consueta determinazione.

Le dichiarazioni contestate e la querela degli avvocati

La posizione dell'avvocato ha origine da quanto da lui dichiarato lo scorso marzo, quando, di fronte alle telecamere, sostenne che le indagini sul noto delitto di Garlasco – per il quale Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva – fossero il "frutto di una macchinazione della difesa Giarda". Una tesi, questa, che ha spinto gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, i quali, assieme al padre Angelo, hanno seguito la difesa di Stasi in tutti i gradi di giudizio, a presentare una denuncia per tutelare la propria reputazione professionale, dando così il via all'indagine milanese.

Il contesto mediatico e le reazioni

Le esternazioni di Lovati, spesso caratterizzate da un tono oracolare e da affermazioni giudicate bizzarre, non sono passate inosservate nel panorama mediatico, creando non poche polemiche. In una recente occasione, la conduttrice Eleonora Daniele, durante la trasmissione "Storie Italiane", ha interrotto bruscamente il legale mentre tentava di riproporre alcune delle sue teorie, evitando un'ulteriore deriva sulle dichiarazioni rilasciate in precedenza a Fabrizio Corona. Anche il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, secondo quanto riportato, avrebbe manifestato un certo disappunto per quelle dichiarazioni, definite "prive di fondamento", che rischiano di intralciare il sereno svolgimento delle nuove indagini.

Lo scenario processuale in evoluzione

Mentre la vicenda giudiziaria principale prosegue il suo corso, l'apertura di un fascicolo per diffamazione ai danni di uno dei suoi protagonisti introduce un elemento di complicazione ulteriore. L'iter, che si dipanerà in un'aula di tribunale distinta, costringerà infatti la difesa di Sempio a misurarsi con un contenzioso parallelo, il cui esito, sebbene separato, potrebbe avere ripercussioni sul clima generale che avvolge un caso così intricato e doloroso.

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