La Fed tiene fermi i tassi nonostante le pressioni di Trump, che attacca Powell: "È uno stupido"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, confermandoli nella forbice tra il 4,25% e il 4,50%, nonostante le insistenti sollecitazioni di Donald Trump, che ha rinnovato i suoi attacchi contro il presidente della banca centrale Jerome Powell, definendolo "una persona stupida" sul social Truth. La scelta, annunciata al termine della riunione del Federal Open Market Committee (Fomc), è stata approvata all’unanimità dai 12 membri dell’organismo, ma ha suscitato la netta disapprovazione del presidente americano, secondo il quale un taglio avrebbe alleggerito il debito pubblico di miliardi di dollari.

I mercati, dal canto loro, avevano ampiamente anticipato la mossa della Fed, concentrandosi piuttosto sulle tensioni in Medio Oriente e sulle possibili ripercussioni economiche del conflitto. Le borse europee hanno chiuso in territorio negativo, con l’indice di Milano che ha segnato un timido +0,08%, mentre Wall Street ha registrato rialzi contenuti, rimanendo sotto lo 0,50%. Intanto, il prezzo del gas in Europa è sceso dell’1,57%, attestandosi a 38,69 euro, mentre il petrolio – sotto osservazione per le turbolenze legate alla guerra in Iran – ha registrato un avanzamento moderato, lasciando intravedere un cauto ottimismo.

Powell, nel corso della conferenza stampa successiva alla decisione, ha sottolineato che i recenti dati sull’inflazione sono incoraggianti, ma ha evidenziato come le incertezze legate ai dazi commerciali imposti dagli Usa rendano prematuro qualsiasi intervento sui tassi. "Molte imprese si preparano a trasferire i rincari sui consumatori nei prossimi mesi, ma portata e durata di questi effetti restano difficili da valutare", ha spiegato, giustificando così la scelta di mantenere una politica monetaria prudente.

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