Il killer di Denisa forse ha ucciso altre donne, indagini anche a Trapani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le confessioni di Vasile Frumuzache, il 32enne romeno arrestato a Monsummano Terme per l’omicidio di Denisa Paun e di un’altra donna, hanno spinto la Procura di Prato a scavare più a fondo nel suo passato. Le indagini, che inizialmente si concentravano sulla Toscana, si sono ora estese alla Sicilia, in particolare a Trapani, dove l’uomo visse per anni dopo il suo arrivo in Italia a 14 anni insieme alla madre e al fratello. Nonostante le indiscrezioni, non ci sono ancora conferme ufficiali su ulteriori crimini, ma gli inquirenti stanno ricostruendo ogni dettaglio della sua vita.

L’autopsia sul corpo di Denisa, la 30enne escort uccisa tra il 15 e il 16 maggio a Prato, ha rivelato incongruenze nella versione di Frumuzache. L’uomo aveva dichiarato di averla strangolata e poi decapitata con un coltello, ma i medici legali hanno stabilito che il taglio del capo sarebbe avvenuto con un attrezzo più pesante, come una mannaia o un’accetta. Una contraddizione che solleva dubbi sulla sua attendibilità e che potrebbe aprire nuovi scenari nell’inchiesta.

Intanto, il Comitato dei Diritti per le sex worker, rappresentato in Toscana da Regina Satariano, fondatrice del Consultorio transgender di Torre del Lago, ha sottolineato come la morte di Denisa non sia un caso isolato legato al suo lavoro, ma il risultato di un sistema che non offre protezione. “Denisa non era invisibile: uccisa perché sex worker, ignorata perché donna”, si legge nella nota diffusa dall’associazione, che denuncia l’assenza di tutele per le donne nel settore.

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