Lite tra vicini a Brugherio, spari in una corte: due feriti gravissimi, fermato un uomo di sessant’anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Si sarebbe consumato al culmine di un litigio tra vicini, in una casa di corte all’incrocio tra via Torazza e via Lodigiana a Brugherio, l’episodio che venerdì sera, intorno alle venti, ha portato due uomini al ricovero in ospedale in condizioni gravissime, dopo essere stati raggiunti da diversi colpi d’arma da fuoco. I carabinieri, giunti sul posto insieme ai soccorritori del 118, hanno proceduto al fermo di un sessantenne, di nazionalità italiana – così come italiani sono i due feriti –, un provvedimento che si inserisce nell’ambito delle indagini per un duplice tentato omicidio. La richiesta di soccorso era scattata dopo le diciotto, e in pochi minuti l’elisoccorso era atterrato nelle vicinanze, in via Andreani, a testimonianza della gravità della situazione che i sanitari si trovavano a dover gestire.
Le vittime, un uomo di venticinque anni e un altro di cinquantotto, forse legati tra loro da un rapporto di parentela stando alle prime sommarie informazioni, sono state trasportate in codice rosso in due strutture ospedaliere differenti: uno dei due è stato ricoverato al San Gerardo di Monza, mentre l’altro si trova in un nosocomio non ancora specificato, ma entrambi versano in pericolo di vita. L’arma, una pistola dalla quale sarebbero partiti i colpi che hanno ridotto in quelle condizioni i due vicini, è stata rinvenuta e sequestrata dai militari dell’Arma, che ora dovranno sottoporla ai consueti accertamenti balistici per verificare la provenienza e l’eventuale presenza di precedenti utilizzi.
Il contesto in cui è maturata la vicenda è quello di una lite condominiale, degenerata fino al punto che il sessantenne – ora sottoposto a fermo – avrebbe deciso di fare uso dell’arma, esplodendo più di un colpo prima di tentare di allontanarsi, un tentativo di fuga che gli è comunque valso il blocco immediato da parte delle forze dell’ordine. I carabinieri della stazione di Brugherio e del Nucleo radiomobile della compagnia di Monza, coordinati per le indagini, mantengono per ora il massimo riserbo sulla dinamica precisa e sul movente che possa avere scatenato una reazione tanto sproporzionata, e al momento le generalità dei tre coinvolti non sono state ancora rese note, sebbene si tratti, come detto, di persone tutte di cittadinanza italiana.
La dinamica ricostruita dai militari e il fermo del presunto aggressore
Secondo una prima, sommaria ricostruzione operata dagli inquirenti, la lite sarebbe scoppiata all’interno della corte, un luogo che solitamente dovrebbe essere di condivisione comune tra i residenti, per questioni legate alla quotidianità del vicinato, ma che ieri sera si è trasformato in teatro di una violenza inaudita. Il sessantenne, dopo il diverbio, avrebbe estratto la pistola e sparato contro i due uomini, colpendoli e cagionandogli le ferite che ora li tengono tra la vita e la morte. Subito dopo, come accennato, l’uomo avrebbe cercato di darsi alla fuga, ma i carabinieri, allertati da una telefonata, sono riusciti a intercettarlo e fermarlo in tempi brevi, scongiurando che potesse allontanarsi o, peggio, compiere altri gesti inconsulti.
Il lavoro della scientifica e le condizioni delle vittime
Sul luogo della sparatoria sono intervenuti anche gli specialisti del reparto investigazioni scientifiche, il cui compito è ora quello di cristallizzare ogni minimo dettaglio della scena: dalla posizione dei bossoli, che verosimilmente saranno stati repertati, a eventuali tracce che possano raccontare gli spostamenti dei tre prima e dopo gli spari. I due feriti, una volta soccorsi, sono apparsi fin da subito in condizioni disperate ai medici del 118, i quali non hanno potuto fare altro che disporre il trasporto d’urgenza in ospedale con i codici rossi. Al San Gerardo di Monza, dove è stato ricoverato uno dei due, i medici della terapia intensiva stanno ora lottando per stabilizzare il quadro clinico del paziente, mentre per l’altro, ricoverato in un diverso ospedale, la prognosi rimane riservata e la situazione appare ugualmente critica.




