Zucchero a Bologna tra stadi, Eurovision e i 40 anni di Blue's: "Sanremo? Una partita a ping pong"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   BOLOGNA – Capelli color lavanda e la consueta schiettezza, Zucchero Sugar Fornaciari è salito sul palco dello stadio Dall'Ara per una delle sei date italiane del tour "Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight", che celebra i venticinque anni del brano tratto dall'album Shake del 2001. Erano le 20.

45 di lunedì 6 luglio quando il bluesman emiliano ha dato il via a uno spettacolo che, come emerso dalle prime tappe della tournée, attraversa l'intero repertorio dell'artista: dai classici più amati come Menta e rosmarino, Diamante, Miserere e Senza una donna, fino ai brani più recenti, in un viaggio che fonde blues, soul, gospel e rock.

Le celebrazioni e il futuro: San Siro e l'Arena di Verona

La serata bolognese, seconda tappa dopo il debutto di Udine del 4 luglio, non è stata però solo un'occasione per rivivere i successi del passato ma anche per gettare uno sguardo al futuro. Zucchero ha infatti annunciato che il gran finale del tour si terrà il 10 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, un evento che sarà il culmine di un percorso già ricco di appuntamenti.

Ma non è tutto: il 2027 segnerà anche il quarantesimo anniversario di "Blue's", l'album del 1987 che rappresentò una vera e propria svolta nella sua carriera, vendendo oltre 1,3 milioni di copie e spianando la strada al successo internazionale. Per celebrare questo disco, che Zucchero definisce "nostrano, genuino e onesto", l'artista ha confermato due cicli di dieci concerti all'Arena di Verona, uno nel 2027 e uno nel 2028, in un'ideale continuazione di una delle residenze più iconiche della sua carriera.

Eurovision, Sanremo e i giovani: le parole del bluesman

Nel backstage del concerto, Zucchero ha incontrato la stampa e non si è risparmiato in giudizi taglienti sull'attualità musicale. Interpellato sulla decisione del direttore artistico del Festival di Sanremo 2027, Stefano De Martino, di introdurre una serata dedicata per scegliere il rappresentante italiano all'Eurovision – rendendo quindi non più automatico il passaggio del vincitore del Festival all'evento europeo – il cantautore si è detto pienamente d'accordo.

Secondo Zucchero, Sanremo non è un campionato mondiale ma piuttosto "una partita di ping pong", e l'Eurovision richiede un tipo di artista diverso: "Ci deve andare uno che abbia i coglioni, uno competitivo". Il giudizio sull'Eurovision Song Contest, del resto, è stato impietoso: "A parte i Måneskin, tutti gli altri hanno fatto cagare".

Zucchero ha anche commentato le recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori, che si era mostrato critico verso un certo attivismo politico degli artisti, a suo dire spesso fine a sé stesso. "Non oserei mai contraddirlo in pubblico", ha ammesso il bluesman, confessando di riconoscersi invece in una frase di Walt Whitman ripresa proprio da De Gregori e diventata il titolo di un brano di Bob Dylan: "Contengo moltitudini". "Io ho sempre molti dubbi, se sei una persona sensibile ce li hai", ha concluso, allontanando qualsiasi polemica e rivendicando la complessità del proprio mondo interiore.

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