Zucchero, il gran finale di Baila a San Siro e i 40 anni di Blue's all'Arena: "I giovani sono macchine da guerra"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È tempo di bilanci e di sguardi al futuro per Adelmo Fornaciari, che in questi giorni sta attraversando l'Italia con il suo "Baila (sexy thing) 25th - Under the Moonlight", il tour che celebra il quarto di secolo di una delle sue hit più iconiche. Dopo l'apertura a Udine e la tappa bolognese allo stadio Dall'Ara, lo show si prepara a toccare Pescara, Perugia, Messina e Lucca, ma è già proiettato verso l'evento che chiuderà questo capitolo: il gran finale del 10 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano.
Un concerto che si prospetta come una grande festa, destinato a suggellare un'annata ricca di soddisfazioni per il bluesman emiliano, il quale però non si ferma certo qui.
Un 2027 ricco di progetti tra Milano e Verona
Se il 2026 è dedicato a "Baila", l'anno prossimo si preannuncia altrettanto denso di impegni e celebrazioni. La data di San Siro rappresenta solo la punta dell'iceberg di un 2027 che vedrà Zucchero protagonista anche di un progetto di ben più ampio respiro. L'artista ha infatti annunciato una residenza all'Arena di Verona per festeggiare i 40 anni dall'uscita di "Blue's", l'album del 1987 che ha segnato una svolta epocale nella sua carriera.
Un doppio ciclo di concerti, dieci date nel settembre del 2027 e altre dieci nel 2028, trasformerà l'antico anfiteatro in un salotto musicale per celebrare un disco che ha venduto oltre un milione di copie e contiene brani senza tempo come "Senza una Donna" e "Con le mani". Come ha dichiarato lo stesso Fornaciari, tornare in un luogo magico come l'Arena, che gli ha regalato emozioni straordinarie, per celebrare un album che lo ha consacrato nel mondo, sarà un evento entusiasmante.
Lo stato di salute del live e le "macchine da guerra"
Proprio nel backstage di Bologna, il cantante si è lasciato andare a una riflessione sul mondo dei concerti dal vivo, notando come oggi, paradossalmente, riempire gli stadi sia diventato quasi più semplice rispetto al passato. Secondo Zucchero, c'è una voglia di ritrovarsi e di divertirsi che ha generato un incremento esponenziale del settore live a livello globale, e i giovani artisti di oggi sono veri e propri "macchine da guerra", capaci di reggere ritmi serrati e di coinvolgere il pubblico con show di una potenza inaudita.
Un fenomeno che, se da un lato testimonia la salute del mercato musicale, dall'altro evidenzia come le dinamiche di comunicazione, complice anche l'avvento dei social network, siano profondamente cambiate.
Il pensiero su Sanremo ed Eurovision: "Slegare i percorsi"
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Zucchero ha espresso anche il suo pensiero su un tema caldo come il legame tra il Festival di Sanremo e l'Eurovision Song Contest. L'artista, che ha partecipato alla kermesse sanremese in passato, ha sposato in pieno la proposta del direttore artistico Stefano De Martino di creare un percorso separato per la scelta del rappresentante italiano all'Eurovision.
Per Zucchero, la vittoria a Sanremo non deve essere un automatismo che porta direttamente in Europa; piuttosto, bisognerebbe selezionare un artista che abbia le caratteristiche e la competitività per affrontare la scena internazionale. Senza mezzi termini, ha liquidato l'Eurovision come una manifestazione che raramente riesce a lanciare artisti di valore, citando i Måneskin come una delle poche eccezioni, e paragonando il Festival a "una partita a ping pong" piuttosto che a un campionato del mondo.




