Zucchero annuncia il gran finale a San Siro e bacchetta l'Eurovision: "Ci vogliono artisti competitivi"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Sotto la luna piena di Bologna, quella che al tramonto deve ancora fare capolino dalle colline di San Luca, Zucchero ha trasformato lo stadio Dall'Ara in una festa blues che ha attraversato generazioni. I 26 mila presenti hanno assistito a uno show di quasi trenta brani, il secondo atto del tour "Baila (sexy thing) 25th – Under the Moonlight" che celebra il quarto di secolo dell'hit del 2001 tratta dall'album "Shake", capace di vendere due milioni di copie e conquistare sette dischi di platino.
Ma il bluesman emiliano, da poco rientrato dalla tappa europea, ha approfittato dell'incontro con la stampa nel backstage per sciogliere alcune riserve e annunciare i prossimi impegni, a partire dal gran finale del 10 giugno 2027 a Milano, nello Stadio San Siro.
Da Bologna a San Siro, passando per Verona
Le celebrazioni per il giubileo di "Baila" non si fermano certo alla tappa bolognese, che ha fatto seguito all'apertura di Udine; il tour proseguirà a Pescara, Perugia, Messina e Lucca, per chiudersi il prossimo anno con un grande evento che porta il nome di "Baila 25th San Siro – Under the Moonlight Il Gran Finale". I biglietti per quest'ultima data, che si terrà allo Stadio Meazza, saranno disponibili in prevendita a partire da martedì 7 luglio.
E non è tutto: Zucchero, che nel 2027 festeggerà anche i quarant'anni dall'uscita di "Blue's", uno degli album fondamentali della sua carriera, ha già in programma una residenza all'Arena di Verona con dieci date a settembre 2027 e altre dieci nel 2028. L'idea che le cose vadano persino meglio di così, ha confessato ai giornalisti, quasi lo spaventa, ma la sua voglia di suonare non accenna a diminuire.
"I giovani sono macchine da guerra. Fare gli stadi? Ora è più facile"
A chi gli faceva notare il gigantismo dei concerti degli artisti più giovani, capaci di riempire stadi in poco tempo, Zucchero ha risposto con la schiettezza che lo contraddistingue. "Adesso è più facile, c'è stato un incremento dei live, anche a livello mondiale, soprattutto dopo il covid" ha osservato.
Il bluesman ha riconosciuto le qualità comunicative delle nuove generazioni, definite "macchine da guerra" grazie all'uso dei social e a una comunicazione più rapida, ma non ha mancato di sottolineare con ironia come, in alcuni casi, si "sculetti e si canti poco". Per quanto riguarda il suo rapporto con le parole del collega Francesco De Gregori, che recentemente aveva criticato gli artisti che usano i concerti per lanciare slogan politici, Zucchero ha preferito glissare: "Conosco Francesco, ho lavorato con lui e non oserei contraddirlo in pubblico".
L'Eurovision? "Fa cagare". Plaude alla scelta di De Martino
La parte più corrosiva della conferenza stampa bolognese è stata però dedicata al Festival di Sanremo e al rapporto con l'Eurovision Song Contest. Il nuovo regolamento, che separa la vittoria sanremese dalla scelta del rappresentante italiano all'Eurovision, ha trovato il pieno sostegno dell'artista. "Sanremo non è un campionato mondiale, al massimo è una partita a ping pong" ha dichiarato Zucchero, il quale ha partecipato alla kermesse in passato arrivando addirittura penultimo.
Secondo il cantante, il direttore artistico Stefano De Martino ha fatto bene a prevedere una serata ad hoc per la selezione del candidato: "Ci deve andare qualcuno che ha i coglioni, chi va all'Eurovision deve essere competitivo". Sul palcoscenico europeo, però, il giudizio è stato impietoso: "A me l'Eurovision fa cagare in ogni modo. tutti quelli che vanno, a parte i Måneskin, hanno fatto cagare" ha affermato, citando il caso dei vincitori dimenticati come "il barbuto con le tette da donna" per sottolineare come la competizione finisca spesso per premiare più la performance che la qualità della canzone. Fine delle trasmissioni, per usare le sue stesse parole.




