Mazzette a Sorrento, coinvolto il portaborse di Pina Picierno: l’inchiesta si allarga
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Redazione Interno
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Nell’ambito dell’operazione Sistema Sorrento, che ha già portato all’arresto del sindaco Massimo Coppola e del suo collaboratore Francesco Di Maio, emergono nuovi dettagli che allargano il perimetro delle indagini. Tra i nomi finiti nel registro degli indagati c’è quello di Giuseppe Razzano, stretto collaboratore della vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, esponente del Partito Democratico. I pm hanno emesso un decreto di perquisizione nei suoi confronti, ma lui ha categoricamente smentito: «Mai avvenuta», ha dichiarato, respingendo ogni accusa.
Le accuse al sindaco Coppola, che durante l’interrogatorio ha accusato un malore avvalendosi della facoltà di non rispondere, ruotano attorno a una presunta tangente di 6.000 euro ricevuta da un imprenditore durante una cena legata all’appalto per la refezione scolastica. Il gip di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, ha convalidato il carcere per entrambi gli arrestati, definendo Coppola «soggetto incline a delinquere» e sottolineando come la sua abitudine a requisire i cellulari altrui denoti «scaltrezza criminale».
Intanto, lo staffista-giornalista Di Maio, durante gli interrogatori, ha iniziato a collaborare con gli inquirenti, rivelando dinamiche che dipingono un sistema di favori e pressioni illecite. Persino nell’ultima cena al ristorante, quella che ha preceduto l’arresto in flagranza, Coppola avrebbe continuato a vessare l’imprenditore Michele De Angelis, titolare della Prisma, la società coinvolta nell’affare della mensa scolastica.




