A Sorrento, soldi al sindaco nascosti nel panettone e nelle carte del sensitivo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non solo mazzette passate di mano in mano, ma anche soldi infilati in un panettone, nascosti tra le carte di un presunto sensitivo e persino contati nella toilette di un ristorante. È quanto emerge dalle indagini che hanno portato all’arresto del sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, accusato di aver intascato tangenti sugli appalti scolastici. I dettagli, ricostruiti dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Torre Annunziata, dipingono un sistema di corruzione in cui nulla sembrava essere lasciato al caso.

A dicembre, una somma di denaro era stata sequestrata all’interno di un panettone, poi restituita allo stesso Coppola. Ma quello era solo l’inizio. Nei mesi successivi, le indagini hanno svelato un flusso di soldi transitati attraverso le mani – e soprattutto le carte – di Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo”, collaboratore fidato del sindaco. Guida, presentato ai dipendenti comunali come esperto in comunicazione, aveva addirittura una stanza riservata nel Comune, raggiungibile scendendo una scala, dove leggeva le carte al primo cittadino. Un dettaglio che, se in altre circostanze potrebbe apparire folkloristico, qui assume i contorni di una torbida complicità.

Pochi giorni fa, l’episodio più eclatante: una telecamera nascosta nel bagno di un ristorante avrebbe ripreso un membro dello staff del sindaco mentre contava i soldi della tangente appena ricevuta. Le immagini, che mostrano meticolosità nel verificare l’entità del malloppo, sono state decisive per l’arresto in flagranza di Coppola e del giornalista Francesco Di Maio, suo stretto collaboratore. L’accusa è di induzione indebita a dare o promettere utilità, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore Nunzio Fragliasso e dai sostituti Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli.

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