Mazzette rosse a Sorrento: soldi nel panettone, nel gabinetto e tra le carte del "sensitivo"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
A Sorrento, dove il mare luccica e i turisti affollano le strade, un’inchiesta della Guardia di Finanza ha squarciato il velo su un sistema di tangenti che coinvolge il sindaco Massimo Coppola e il suo entourage. I soldi, quelli che poi sarebbero finiti nelle tasche del primo cittadino, hanno viaggiato in modi bizzarri: nascosti dentro un panettone, passati tra le carte di un sedicente "sensitivo" e persino contati nel bagno di un ristorante, sotto l’occhio vigile di una microcamera piazzata dagli investigatori.
L’operazione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata con i sostituti Giuliano Schioppi e Matteo De Micheli, ha portato all’arresto in flagranza di Coppola e del giornalista Francesco Di Maio, membro del suo staff. Le accuse sono pesanti: induzione indebita a dare o promettere utilità, il tutto nell’ambito di appalti comunali, molti dei quali legati alle scuole.
Quello che colpisce, oltre alla disinvoltura con cui venivano gestite le mazzette, è il ruolo di figure come il "sensitivo Lello", collaboratore fidato del sindaco, le cui carte – si dice – avrebbero fatto da tramite per il passaggio di denaro. Ma è il video, registrato nel gabinetto del ristorante, a dare la misura della sfacciataggine dell’operato: Di Maio ripreso mentre conta meticolosamente i 6mila euro appena ricevuti da un imprenditore, ignaro di essere osservato.




