Perfect Days: un elogio alla normalità
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Hirayama, un addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo, è il protagonista di "Perfect Days", un film che celebra la bellezza della normalità e della routine quotidiana. Hirayama guida la sua minivan attrezzatissima, in cui ogni cosa occupa il suo posto, e guarda dritto davanti a sé. Percorrendo le eleganti curve sopraelevate che portano al centro della città, l’uomo ride e piange allo stesso modo.
La poesia di Wim Wenders
"Perfect Days" di Wenders è un elogio alla normalità che non esclude la felicità. Il film si apre con un sole ancora umido che sorge sull’orizzonte elettrico di Tokyo. Sulla linea di confine tra la notte e il giorno, insinuandosi tra formazioni allungate di nuvole esauste, scorre il fiume lattiginoso di un tempo impalpabile.
Un invito alla normalità
Hirayama rivolge un invito alla normalità a chiunque riesca a cogliere nei suoi timidi sorrisi che accompagnano ogni sua azione routinaria un’ode alla normalità che non esclude il pensiero della felicità. Questo invito sembra essere in linea con quello del poeta e scrittore portoghese Fernando Pessoa, che diceva: ‘Benedetti siano gli istanti, e i millimetri, e le ombre delle piccole cose’.
La routine come salvezza
Nonostante la fatica di rispettare la routine, essa può rappresentare una sorta di salvezza. Le routine sembrano adatte alle mattine, e non alle sere, che sono parti della giornata più sfilacciate, in cui al contrario capita di seguire le onde dell’intuizione, delle opportunità, degli incontri. Seguire queste onde può portare a trascurare la routine, ma è proprio la routine che può salvare il mondo.




