Il ritorno della compatta a prezzi popolari: MG4 Urban, l’elettrica che sfida le leggi del mercato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è un restyling, non è una versione "base" priva di fronzoli per abbassare il listino, né tantomeno un esercizio di stile per occupare una nicchia secondaria. La nuova MG4 Urban, presentata ufficialmente in questi giorni, rappresenta un’operazione commerciale e ingegneristica ben precisa: portare sul mercato un’auto dal segmento C, quella delle compatte per intenderci, con un prezzo da citycar. Parte, infatti, da 19.490 euro in offerta lancio, una cifra che di solito dà diritto a pochi metri di lunghezza e a interni essenziali. Eppure, sotto la carrozzeria dalle linee morbide – che a tratti richiama alcuni concept orientali – si nasconde una vettura che con la MG4 che già conosciamo condivide ormai soltanto il nome e poco più.

Il costruttore, nel tentativo di chiarire la differenza sostanziale tra i due modelli che da oggi convivranno nei listini, ha voluto sottolineare con insistenza come la Urban non nasca da un foglio di calcolo che chiede di ottimizzare un modello esistente, ma piuttosto da un foglio bianco. A confermare questa tesi ci pensano i numeri: la Urban abbandona la piattaforma MSP della "sorella maggiore" per adottare una struttura E3 inedita, caratterizzata dall’architettura CTB (Cell-to-Body). In pratica, le batterie vengono integrate direttamente nel telaio, una soluzione tecnica che permette di abbassare il baricentro e, soprattutto, di recuperare centimetri preziosi all’interno dell’abitacolo.

Architettura “6-in-1” e spazio record: dentro l’abitacolo della rivoluzione cinese

Se apriamo il cofano – o meglio, se analizziamo il powertrain – scopriamo un altro dettaglio che la discosta dalla EV tradizionale. Il cuore pulsante è il nuovo motore elettrico denominato "6-in-1", un concentrato di tecnologia che integra in un unico modulo compatto l’unità di trazione, l’OBC (il caricabatterie di bordo), le centraline di controllo, il riduttore e il convertitore DC-DC. Questa riduzione degli ingombri meccanici, ottenuta diminuendo il volume complessivo del gruppo del 30%, ha un effetto domino sullo spazio a disposizione dei passeggeri. MG ha giocato la carta della praticità: la trazione è anteriore, il che ha permesso di liberare ulteriore volume utile nel retrotreno. Il risultato si traduce in un bagagliaio di ben 577 litri, una capacità che si avvicina pericolosamente a quella di molte ammiraglia del segmento D, lasciando sul terreno (in senso figurato) le dirette concorrenti elettriche che spesso sacrificano il baule per ospitare i modulatori di frenata.

Tuttavia, la rinuncia alla trazione posteriore e il passaggio a uno schema di sospensioni più semplice al posteriore (il ponte torcente sostituisce il più pregiato multilink della MG4 EV) tradiscono la vocazione della vettura. Non è un’auto pensata per il piacere di guida o per inseguire cronometri sul giro secco, bensì per il trasporto efficiente e a basso costo di una famiglia o di quattro amici. A bordo, la semplicità è ancora di casa, ma fortunatamente non si traduce in povertà tecnologica: il doppio schermo da 7 e 12,8 pollici è di serie, così come il sistema MG Pilot per la guida assistita, un dettaglio non da poco considerando la fascia di prezzo di partenza.

Autonomia e ricarica: il compromesso accettabile sotto i 20.000 euro

Per limare il prezzo fino a 19.490 euro (offerta valida con finanziamento sulla versione Comfort 43 kWh), si è dovuto operare ovviamente qualche compromesso sulle batterie. La gamma di accesso utilizza accumulatori LFP (litio-ferro-fosfato) da 43 kWh, capaci di garantire un’autonomia nel ciclo combinato WLTP di 325 km. Salendo di livello, si può optare per la batteria da 54 kWh che invece tocca quota 416 km di autonomia dichiarata. In entrambi i casi, le performance di ricarica rapida in corrente continua non impressionano per velocità vertiginose, fermandosi a picchi massimi di circa 87 kW, che permettono un rifornimento dal 10 all’80% in mezz’ora circa. Non siamo di fronte ai record stabiliti dalle elettriche premium che costano il doppio, ma per la routine quotidiana – tragitti casa-lavoro, spostamenti in tangenziale e gite fuori porta gestibili – i numeri sono più che decorosi.

MG ha dunque deciso di sdoppiare la propria offerta nel segmento delle compatte: da una parte la EV tradizionale, aggiornata negli interni (ora più curati) e fedele alla sportività e alle alte potenze (fino a 245 CV e 545 km di autonomia con la batteria NMC da 77 kWh), dall’altra questa Urban, che strizza l’occhio a chi vuole fare il salto nell’elettrico senza dover per forza spendere cifre da stipendio intero. Se la promessa dello spazio da ammiraglia a prezzi da citycar sarà mantenuta anche nella guida di tutti i giorni – considerando che la versione Premium più accessoriata resta pur sempre sotto i 25.000 euro – per le concorrenti europee potrebbe essere il momento di iniziare a preoccuparsi seriamente.

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