Corsi Indire sostegno, prossimo incontro l'11 marzo: Barbacci (Cisl) chiede formazione non esclusiva degli atenei

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La questione dei corsi di specializzazione per il sostegno gestiti da Indire continua a suscitare dibattiti e interrogativi, mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito avanza con le consultazioni sindacali. Giovedì 6 marzo, alle ore 12, si è tenuto un incontro tra il Ministero e le organizzazioni sindacali, durante il quale sono state fornite informazioni dettagliate sui corsi previsti dagli articoli 6 e 7 del decreto legge 71 del maggio 2024. Il prossimo appuntamento, fissato per l’11 marzo alla stessa ora, potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la definizione di un percorso formativo che coinvolge migliaia di docenti.

I corsi in questione, come noto, sono rivolti a due categorie di insegnanti: quelli che hanno già accumulato tre anni di servizio su posti di sostegno (articolo 6) e coloro che hanno conseguito la specializzazione all’estero (articolo 7). La gestione di questi percorsi formativi, affidata a Indire, solleva però non poche perplessità, soprattutto riguardo alla modalità di svolgimento degli esami – se online o in presenza – e alla possibilità di conciliare la specializzazione sul sostegno con l’abilitazione su una materia specifica.

A intervenire sulla questione è stato anche Francesco Barbacci, rappresentante della Cisl, che ha sottolineato come la formazione degli insegnanti specializzati non debba essere un’esclusiva degli atenei. “È necessario aprire il sistema a una pluralità di attori”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di una collaborazione tra università, enti di formazione e istituzioni scolastiche per garantire una preparazione più adeguata alle esigenze del mercato del lavoro.

Intanto, la situazione occupazionale dei docenti di sostegno rimane critica. Il Comitato docenti di sostegno (Cds) ha più volte denunciato la gestione inefficace delle graduatorie, che lascia migliaia di insegnanti formati senza un incarico stabile. Questo squilibrio, oltre a penalizzare i professionisti del settore, rischia di avere ripercussioni negative anche sugli alunni con disabilità, che spesso si trovano a dover affrontare continui cambiamenti di figure di riferimento.

Il prossimo incontro dell’11 marzo potrebbe rappresentare un’occasione per fare chiarezza su alcuni aspetti ancora in sospeso, come la strutturazione dei corsi, le modalità di valutazione e le tempistiche di avvio. Resta da vedere se il Ministero riuscirà a trovare un equilibrio tra le esigenze formative dei docenti e le necessità del sistema scolastico, in un contesto che richiede sempre maggiore attenzione alla qualità dell’inclusione.

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