Piazza Affari chiude in rosso, Ftse Mib sotto quota 50.000
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Redazione Economia
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La Borsa di Milano ha chiuso la seduta in territorio negativo, con l'indice Ftse Mib che ha ceduto lo 0,61% scendendo a 49.753 punti. Il listino principale di Piazza Affari si è così portato sotto la soglia psicologica dei 50.000 punti, un livello che gli investitori avevano riconquistato nelle settimane precedenti e che ora rappresenta un riferimento importante per valutare la forza del trend di breve periodo. La giornata si è chiusa in controtendenza rispetto agli altri principali listini europei, che hanno invece mostrato un andamento più contrastato.
Pressione sul comparto bancario e il caso Prysmian
A pesare maggiormente sull'indice sono state le banche, appesantite da vendite diffuse che hanno interessato i principali istituti di credito quotati a Milano. Nel listino principale ha accusato la seduta peggiore Prysmian, il gruppo attivo nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni, che ha perso il 5,5%. Il titolo era stato protagonista di un avvio di giornata positivo, sostenuto dall'annuncio del completamento dell'acquisizione di Xtera Topco Limited, società specializzata in sistemi di comunicazioni sottomarini, per un controvalore di 65 milioni di dollari.
La notizia aveva inizialmente premiato il titolo, che in apertura guadagnava oltre un punto e mezzo percentuale, salvo poi invertire rotta nel corso della seduta.
Lo spread Btp-Bund e i rendimenti del decennale
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata in rialzo a 109 punti base, in aumento di tre punti rispetto alla chiusura precedente. Il rendimento del Btp decennale ha segnato una ultima posizione al 4,55%, in salita rispetto al 4,52% del riferimento precedente. Nel corso della mattinata il differenziale era sceso fino a 105 punti base, per poi risalire progressivamente nel corso della seduta.
La giornata aveva visto anche l'esito dell'asta di titoli a medio e lungo termine del Tesoro, che ha raccolto 7 miliardi di euro con rendimenti piuttosto elevati, oltre il 4,8% per le scadenze più lunghe, ma con una domanda che gli operatori hanno giudicato comunque buona.
Il quadro macroeconomico americano
A condizionare l'andamento dei mercati azionari europei sono state le preoccupazioni legate alla politica monetaria della Federal Reserve. Il dato sull'inflazione statunitense di settembre ha mostrato un'accelerazione dei prezzi al consumo al 3,7% su base annua, in netto aumento rispetto al 3,4% di agosto e leggermente al di sopra delle attese del consenso degli economisti, che indicavano un rialzo al 3,6%. Su base mensile l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,6%.
L'aumento dei costi dell'energia e dei trasporti ha contribuito in modo significativo all'accelerazione, con i prezzi della benzina che hanno rappresentato oltre la metà dell'incremento mensile dell'indice generale. Anche la componente core, che esclude i prezzi dei beni alimentari e dell'energia, ha mostrato una crescita superiore alle attese, salendo al 2,6% su base annua.
Avio e Campari tra i titoli in evidenza
Nonostante la chiusura negativa dell'indice principale, alcune blue chip hanno chiuso la seduta in territorio positivo. Avio ha guadagnato terreno, sostenuta dall'accordo siglato con Lockheed Martin, mentre Campari si è distinta tra i titoli migliori del listino. L'andamento contrastato all'interno del Ftse Mib riflette la selettività degli investitori in una giornata caratterizzata da una generale cautela sui mercati azionari europei, con il future sull'Eurostoxx50 che aveva indicato un'apertura in calo dello 0,90% prima dell'avvio delle contrattazioni.
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