Israele continua a colpire Gaza, decine di morti tra chi cerca cibo e aiuti
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Redazione Esteri
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Mentre il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, sembra interpretare il dialogo internazionale non come un rispetto delle regole condivise ma come una forma di acquiescenza, a Gaza la popolazione è costretta a scegliere tra due tragiche alternative: morire di fame o rischiare la vita nel tentativo di procurarsi un sacco di farina. Una situazione che, per chi non la vive, è difficile persino da immaginare, e che si è trasformata in un incubo quotidiano.
Solo nelle ultime ore, i raid israeliani hanno ucciso almeno 94 persone, quasi la metà delle quali stavano cercando di ricevere aiuti alimentari. Fonti ospedaliere locali e il ministero della Salute di Hamas – che controlla l’enclave palestinese – hanno confermato il bilancio, mentre continuano i bombardamenti, estesi fino alla mattina del 3 luglio. Tra le vittime, 17 sono state uccise in un attacco a una scuola che ospitava sfollati nel quartiere di Al-Rimal, a Gaza City: donne e bambini compresi.
La distribuzione degli aiuti umanitari, già resa quasi impossibile dalla carenza di carburante – negato da Israele nella zona nord della Striscia – è diventata una trappola mortale. Solo nelle ultime settimane, oltre 500 palestinesi hanno perso la vita, molti dei quali in fila per un po’ di cibo. Intanto, secondo il quotidiano saudita Asharq, Hamas avrebbe accettato le garanzie contenute nella proposta di cessate il fuoco avanzata dagli Stati Uniti, ma gli attacchi israeliani non accennano a fermarsi.




