Strega, il caso Mari-Murgia non ferma la corsa: nessuna esclusione per lo scrittore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Lo scrittore Michele Mari, protagonista del caso mediatico che sta scuotendo il mondo letterario a pochi giorni dalla finale, non verrà estromesso dall'ottantesima edizione del Premio Strega. La decisione, arrivata dopo giorni di indiscrezioni e voci incontrollate sulla stampa, è stata ufficializzata dalla Fondazione Bellonci con un comunicato in cui si ribadisce la natura specifica del premio: «Il Premio è una competizione tra opere» e «il regolamento prescrive che neppure l'autore possa ritirarsi dalla gara».
Ogni ipotesi di esclusione non sarebbe mai stata contemplata, e così il titolare di "I convitati di pietra", attualmente leader della sestina, rimane in corsa per il riconoscimento più prestigioso d'Italia. D'altronde, lo stesso statuto affida la titolarità della kermesse ai 460 Amici della Domenica, ai quali spetta la scelta del vincitore in base al valore letterario dei testi, non certo ai commenti personali degli autori.
L’episodio nel pulmino: le parole su Michela Murgia
La polemica esplode il 18 giugno scorso, durante una tappa del tour ufficiale del Premio, quando i finalisti si trovavano a bordo del van che li avrebbe portati a Bisceglie. Secondo una ricostruzione riportata da Repubblica e ripresa da diversi organi di stampa, lo scrittore si sarebbe lasciato andare a un commento sull'aspetto fisico e sulla personalità di Michela Murgia, la scrittrice sarda scomparsa tre anni fa.
In particolare, Mari avrebbe sostenuto che la Murgia fosse "intransigente" e "violenta" perché "brutta", aggiungendo che le donne insoddisfatte e che non piacciono diventano "rabbiosi". A sentirle, sul mezzo c'erano anche gli altri concorrenti Matteo Nucci ed Elena Rui, oltre a Teresa Ciabatti, amica intima della Murgia e finalista con il suo romanzo Donnaregina.
La reazione di Ciabatti non si è fatta attendere: ha definito quelle parole inaccettabili, scatenando un acceso confronto che, dopo un classico gioco di voci, è finito inevitabilmente sulle pagine dei giornali. Nonostante la concitazione, la vicenda ha assunto immediatamente i contorni di un ennesimo caso letterario, con il mondo della cultura chiamato a schierarsi tra chi rivendica il diritto alla privacy in una conversazione privata e chi sottolinea la gravità delle affermazioni, prese in parola o meno.
La smentita dello scrittore e la presa di distanza della Fondazione
Difendendosi dalla bufera, Michele Mari ha diffuso una nota in cui smentisce categoricamente di aver commentato l'aspetto fisico di Murgia, parlando di "voci incontrollate" e precisando di essersi scusato con Ciabatti nel caso qualcosa nelle sue parole l'avesse ferita. «Con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti – ha dichiarato lo scrittore – tanto che lei stessa mi ha detto di non voler dare seguito all'episodio».
Tuttavia, sono bastate poche ore perché la Fondazione Bellonci intervenisse per prendere nettamente le distanze, definendo le presunte dichiarazioni "incompatibili con lo spirito del Premio Strega" e ribadendo che ogni giudizio lesivo della dignità delle persone è inammissibile.
Pur stigmatizzando l'episodio, la Fondazione ha però chiuso la porta a qualsiasi provvedimento disciplinare nei confronti di Mari. «Abbiamo ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari – si legge nel comunicato – e dal momento che la polemica nasce da un episodio avvenuto durante una tappa di trasferimento del tour, abbiamo creduto doveroso prendere le distanze. Ma ciò non ha alcun rapporto con un giudizio di merito sui libri in gara».
Una presa di posizione che ha spostato l'attenzione sulla letteratura, allontanando i riflettori dallo scontro personale e cercando di ricondurre il dibattito alla qualità delle opere in concorso.
Lo scontro tra pubblico e privato nel dibattito culturale
Al di là della decisione formale della giuria, il caso ha riaperto una riflessione più ampia sulla sfera pubblica e privata degli scrittori. Diverse voci, tra cui la vincitrice dello Strega 2024 Donatella Di Pietrantonio e la scrittrice Lidia Ravera, hanno sottolineato come una conversazione tra concorrenti su un pulmino, per quanto riservata, non possa essere considerata del tutto privata, data la natura professionale e pubblica del contesto.
Al contrario, autori come Marco Ciriello hanno difeso la libertà di espressione, sostenendo che «uno scrittore dice quello che gli pare, ma conta per quello che scrive». La tensione rimane alta, e la domanda che molti si pongono è se i 460 Amici della Domenica, chiamati a votare l'8 luglio, sapranno davvero separare l'opera dall'uomo.




