Strega, Ciabatti rompe il silenzio: «Con Mari parlato del corpo di Murgia, ma nessun litigio furioso»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La polemica che ha investito l'ottantesima edizione del Premio Strega, alimentata nei giorni scorsi da presunte dichiarazioni di Michele Mari sull'aspetto fisico di Michela Murgia, trova un primo, significativo chiarimento. A prendere la parola per mettere ordine in una vicenda che ha rischiato di travolgere la kermesse letteraria, è stata direttamente Teresa Ciabatti, la finalista che era stata indicata come diretta interlocutrice del presunto diverbio.

L'autrice di Donnaregina, attraverso un'intervista all'Ansa, ha fornito la sua versione dei fatti, ridimensionando la portata dello scambio avvenuto a bordo del pulmino che trasportava i finalisti verso Bisceglie e svelando il cuore dell'oggetto del contendere.

Il faccia a faccia nel pulmino

Secondo le prime ricostruzioni, pubblicate da Repubblica, lo scrittore, in gara con I convitati di pietra, avrebbe espresso considerazioni giudicate gravemente lesive, definendo la scrittrice sarda «intransigente e violenta perché brutta», un'osservazione che sarebbe stata estesa a tutte le donne considerate insoddisfatte del proprio aspetto. Un'accusa che aveva subito scatenato la reazione di Teresa Ciabatti, amica di Murgia e che, non a caso, ha incluso la figura dell'autrice nel suo stesso romanzo in concorso.

Tuttavia, la versione ufficiale fornita dalla diretta interessata dipinge un quadro profondamente diverso da quello di un acceso battibecco.

«Non c'è stato alcun litigio furioso tra me e Michele Mari, ma un confronto diretto di idee profondamente diverse», ha dichiarato Ciabatti, specificando che «l'oggetto della conversazione era Michela Murgia, il suo corpo». La scrittrice ha poi aggiunto che, a seguito di quel confronto, lo stesso Mari si sarebbe scusato, dicendo di non aver avuto «intenzione di ferirmi».

Una precisazione che, se da un lato conferma la natura delicata delle affermazioni attribuite al collega, dall'altro attenua la tensione che sembrava essersi creata all'interno del gruppo dei finalisti.

La questione della riservatezza e il ruolo della stampa

Oltre a chiarire la dinamica del confronto, Teresa Ciabatti ha voluto affrontare anche il tema della diffusione della notizia, che ha rapidamente alimentato le cronache dei maggiori quotidiani. «Nelle scorse ore ho letto ricostruzioni congetturali, e dichiarazioni. Cosa è lecito e cosa no, dove inizia e finisce la privacy», ha osservato. L'autrice ha voluto marcare con chiarezza i confini tra la dimensione privata, in cui si è svolto il dialogo con Mari, e la successiva esposizione pubblica.

«Io ho dato la risposta che volevo in quel preciso contesto, alle persone con cui ho parlato. Tutti i presenti possono avere raccontato ad altri l'accaduto, com'è normale nella vita di ciascuno di noi», ha spiegato, aggiungendo di non avere «alcuna responsabilità circa la diffusione della notizia alla stampa né circa la correttezza di quanto è stato riportato». Una dichiarazione che sembra allontanare da sé l'ipotesi di essere stata la fonte della fuga di notizie, gettando un velo di mistero sull'origine delle indiscrezioni che hanno scosso il mondo letterario italiano.

La posizione della Fondazione Bellonci

Le parole di Ciabatti arrivano dopo le prese di posizione ufficiali della Fondazione Bellonci, che aveva inizialmente definito «incompatibili con lo spirito del Premio Strega» le espressioni attribuite a Mari. In seguito alle polemiche, si era diffusa l'ipotesi di un possibile ritiro o di un'esclusione dello scrittore milanese, favorito alla vittoria finale con 280 voti nella prima fase del scrutinio. La stessa Fondazione, tuttavia, ha rapidamente smentito questa eventualità, chiarendo che il regolamento non lo consente.

«Questa eventualità non è consentita dal regolamento. Il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara», si legge in una nota ufficiale. Un principio che mette in luce la natura oggettiva del riconoscimento, incentrato sul valore letterario dei romanzi.

La Fondazione ha comunque ribadito di aver «ritenuto inopportune le frasi attribuite a Michele Mari», precisando però che la presa di distanza non ha «alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa».

La corsa al premio resta aperta

La querelle, sebbene placentata dalle dichiarazioni di Ciabatti, rimane un tema caldo a pochi giorni dalla finale in programma l'8 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma, nel Campidoglio. La sestina, che vede in lizza anche Matteo Nucci, Bianca Pitzorno, Alcide Pierantozzi ed Elena Rui, resta compatta. Il favorito Michele Mari, che ha sempre negato di aver parlato dell'aspetto fisico di Murgia, si gioca ora una vittoria che, fino a pochi giorni fa, sembrava scontata.

Se l'impatto di queste polemiche sulle preferenze dei giurati, i 460 Amici della Domenica, sia destinato a influenzare il verdetto finale è un interrogativo che solo la serata dell'8 luglio potrà sciogliere. Teresa Ciabatti, con il suo intervento, ha cercato di ricondurre l'attenzione sulla sostanza letteraria, ricordando che il confronto tra idee, anche quando profondo, è parte del dibattito culturale.

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