Strega, le parole di Mari su Murgia e la difesa di Valeria Parrella: “È un dovere reagire”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La polemica che ha investito le ultime settimane di avvicinamento alla finale dell'ottantesimo Premio Strega, fissata per l'8 luglio in Campidoglio, sembra non trovare una soluzione definitiva nonostante i tentativi di placare gli animi. Il caso riguarda le dichiarazioni attribuite allo scrittore Michele Mari, superfavorito della sestina con il romanzo "I convitati di pietra", nei confronti della compianta scrittrice Michela Murgia, scomparsa nell'agosto del 2023, e il conseguente scontro mediatico che ha coinvolto la finalista Teresa Ciabatti.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco, o forse a tentare di mettere ordine in una vicenda dai contorni delicati, è intervenuta ora la scrittrice Valeria Parrella, che in un'intervista a Repubblica ha espresso un pensiero netto e senza mezzi termini sulla vicenda, sottolineando come la difesa della memoria di Murgia e il contrasto a certi atteggiamenti siano un dovere etico prima ancora che letterario.

Lo scontro sul body shaming e il caso Strega

La scintilla che ha acceso il dibattito è scoccata quando sono state rese pubbliche alcune affermazioni che Mari avrebbe fatto durante un trasferimento in van con gli altri finalisti, tra cui la stessa Ciabatti, in occasione di una tappa del tour promozionale del Premio. Secondo la ricostruzione, lo scrittore avrebbe collegato l'aspetto fisico di Michela Murgia alla sua presunta intransigenza e rabbia, scatenando la reazione della Ciabatti, amica personale della scrittrice sarda.

Da lì la stampa ha riportato la notizia di un "litigio furioso", ipotesi poi smentita dalla stessa Ciabatti, che ha parlato invece di "un confronto diretto di idee profondamente diverse" a proposito del corpo di Murgia. Michele Mari, da parte sua, ha sempre negato di aver commentato l'aspetto fisico della collega, chiedendo scusa a Ciabatti per il disagio arrecato.

La presa di posizione di Valeria Parrella

È in questo clima incandescente che si inserisce l'intervento di Valeria Parrella, la quale ha voluto rimarcare l'importanza di prendere posizione quando si assiste a episodi di body shaming. "Quando si fa body shaming conta poco che tu sia un letterato o no. Bisogna reagire", ha dichiarato, secondo quanto riportato da Repubblica, ponendo l'accento sulla responsabilità individuale di fronte a certe dinamiche.

La scrittrice ha definito quasi un dovere la difesa di Michela Murgia dalle parole attribuite a Mari, smarcandosi dalla logica del quieto vivere e dalla tendenza, a volte diffusa negli ambienti intellettuali, a minimizzare certi episodi. Le parole di Parrella, che arriva a dire: "Anche io difendo Murgia", sembrano voler smuovere le acque di un dibattito che rischia di rimanere confinato alla cronaca mondana, riportandolo invece sul piano del merito sostanziale.

Il regolamento e il ruolo della Fondazione Bellonci

Mentre la discussione pubblica si infiammava, la Fondazione Bellonci, organizzatrice del Premio, è stata costretta a intervenire per chiarire un aspetto puramente procedurale e, a suo modo, paradossale. Dopo un primo comunicato in cui aveva dichiarato di ritenere "incompatibili con lo spirito del Premio Strega" le espressioni denigratorie attribuite a Mari, sono circolate voci su una possibile esclusione dello scrittore dalla competizione.

La Fondazione ha però messo nero su bianco l'impossibilità tecnica di una misura del genere, poiché il regolamento non consente il ritiro di un'opera già candidata, neppure su richiesta dell'autore. Una posizione che ha messo in luce la peculiarità di un premio che si gioca tutto sui libri, tanto che la Fondazione ha invitato a riportare l'attenzione sulla letteratura, auspicando che "la parola tornasse alla letteratura", dopo aver preso le distanze dalle frasi incriminate senza tuttavia esprimere un giudizio di merito sui romanzi in gara.

Un'eco lontana: le parole di Murgia sul body shaming

A rendere la vicenda ancora più paradossale, a distanza di anni, è emerso un filmato che ritrae Michela Murgia nel 2021, in un incontro all'Auditorium Parco della Musica di Roma condotto da Serena Dandini, in cui affrontava proprio il tema del body shaming.

La scrittrice, che era affiancata tra le altre proprio da Teresa Ciabatti, descriveva con lucidità il meccanismo perverso per cui "quando dico cose scomode scatta il body shaming", spiegando come l'attacco al fisico di una donna che si espone in pubblico rappresenti un tentativo di intimidire non solo lei, ma tutte le donne che potrebbero voler fare altrettanto.

Una profezia che, suo malgrado, si è avverata in occasione delle dichiarazioni attribuite a Mari, gettando una luce ancora più cruda su una polemica che, nonostante le smentite e le scuse, continua a far discutere il mondo della cultura a pochi giorni dalla proclamazione del vincitore.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.