Amnistia approvata, esultano gli indipendentisti catalani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il parlamento spagnolo ha dato il via libera alla prima legge d'amnistia della democrazia. Questa legge, approvata ieri, cancella tutti i reati commessi in relazione ai fatti dell'1 ottobre 2017. In quel giorno, il governo catalano, allora guidato da Carles Puigdemont, convocò un referendum che il governo centrale e la Corte costituzionale considerarono illegale.

Un passo storico

La legge d'amnistia è un passo storico per la Spagna, dato che l'ultima amnistia era stata approvata nel periodo della Transizione, prima delle prime libere elezioni dopo la morte del dittatore Francisco Franco. Questa legge aveva lo scopo di cancellare tutti i delitti commessi dal regime.

Il referendum del 2017

Il referendum del 2017, convocato dal governo catalano guidato da Carles Puigdemont, è stato considerato illegale dal governo centrale, allora guidato dal popolare Mariano Rajoy, e dalla Corte costituzionale. Tuttavia, la maggioranza del Parlament catalano non era dello stesso avviso.

Il futuro politico della Catalogna

La legge d'amnistia riguarda anche la consultazione del 9 novembre 2014, convocata dall'allora presidente Artur Mas, per conoscere l'opinione dei catalani sul "futuro politico della Catalogna". Questa consultazione, meno dirompente rispetto al referendum del 2017, era stata organizzata dallo stesso spazio politico di Puigdemont, la destra nazionalista catalana.

L'amnistia per i catalani e il governo

Il primo ministro socialista Pedro Sánchez ha negoziato la legge di amnistia con i separatisti catalani di Esquerra republicana e Junts x Catalunya. In cambio, questi ultimi hanno dato il loro appoggio al suo esecutivo di minoranza. La legge è stata approvata con 177 voti a favore e 172 contrari dopo un dibattito rovente. Questa è la seconda legge di amnistia approvata in Spagna, la prima risale al periodo della Transizione.

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