Bitcoin oltre i 75.000 dollari, short squeeze da record e dubbi sulla tenuta del rally
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Redazione Economia
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La corsa del Bitcoin non accenna a fermarsi. Dopo aver superato agevolmente la soglia dei 70.000 dollari, la criptovaluta ha continuato la sua marcia trionfale fino a toccare quota 75.000 dollari, un livello che non veniva raggiunto da tre mesi a questa parte. Un movimento che ha colto molti di sorpresa, soprattutto quegli operatori che, nei mesi precedenti, avevano scommesso su un ulteriore calo del prezzo, rimanendo intrappolati in un meccanismo perverso che ha finito per alimentare proprio quella salita che cercavano di evitare.
Short squeeze da manuale e liquidazioni da record
La dinamica che ha innescato questo rally è quella che gli analisti definiscono un classico "short squeeze". Nelle settimane antecedenti al balzo, quando il Bitcoin si aggirava poco sopra i 60.000 dollari, molti trader avevano accumulato posizioni ribassiste, scommettendo su un cedimento dei corsi. L'annuncio del Tesoro americano di raddoppiare il piano di buyback sui titoli di Stato a lunga scadenza ha però cambiato radicalmente lo scenario, fornendo un inatteso assist al mercato delle criptovalute.
Quando il prezzo ha iniziato a salire, gli short seller, per limitare le perdite, sono stati costretti a ricomprare Bitcoin in grande fretta. Un meccanismo che ha generato un circolo vizioso rialzista, dove le stesse chiusure forzate hanno contribuito ad alimentare l'impennata. Le cifre parlano chiaro: solamente tra mercoledì e giovedì sono state liquidate posizioni short per un valore complessivo che si aggira tra i 2,75 e i 3,8 miliardi di dollari, una cifra che colloca questo evento tra le più imponenti liquidazioni di sempre nel mercato crypto.
Il ruolo del Tesoro USA e il "debasement trade"
Ma qual è il vero motore di questa impennata? Se da un lato l'effetto tecnico dello short squeeze è innegabile, dall'altro il fattore scatenante sembra essere la mossa del Dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent. L'istituzione ha annunciato l'intenzione di potenziare le operazioni di supporto alla liquidità sui titoli di Stato a lungo termine, una decisione che è stata interpretata dal mercato come una forma implicita di allentamento quantitativo.
Questo tipo di intervento, come spiegano diversi analisti, ha l'effetto di indebolire il dollaro e di spingere gli investitori verso asset considerati una riserva di valore contro l'inflazione e la svalutazione monetaria, come l'oro e, appunto, il Bitcoin. Si parla in questo senso di un ritorno del cosiddetto "debasement trade", una strategia che punta a proteggersi dal deprezzamento delle valute fiat, in un contesto in cui il debito pubblico statunitense si avvicina pericolosamente ai 40.000 miliardi di dollari.
L'oro, non a caso, ha registrato un'impennata parallela, superando quota 4.500 dollari l'oncia.
Il quadro regolamentare e le prospettive incerte
Non è solo la politica monetaria, però, a sostenere il sentiment positivo. Anche il fronte regolamentare sembra offrire spunti di ottimismo. La Securities and Exchange Commission (SEC) ha recentemente proposto un nuovo quadro normativo per le criptovalute che potrebbe ridurre l'incertezza del settore, andando incontro alle richieste di chi chiede regole più chiare per le emissioni di token e la raccolta di capitali.
A questo si aggiunge l'attenzione mostrata dall'ex presidente Trump, ora nuovamente alla Casa Bianca, che ha incontrato i vertici dell'industria crypto, alimentando le speranze di un approccio più favorevole alle criptovalute. Nonostante l'entusiasmo, non mancano voci di cautela. Diversi analisti, come Shawn Young, avvertono che il mercato potrebbe stare sopravvalutando la portata dell'intervento del Tesoro USA.
Secondo questa visione, il rally sarebbe più il frutto di una reazione impulsiva e di una copertura di posizioni troppo affollate che di un miglioramento dei fondamentali economici del Bitcoin. La sfida, ora, è capire se arriverà nuova domanda "spot" per trasformare lo short squeeze in un trend rialzista più solido e duraturo, oppure se ci si trova di fronte a un fuoco di paglia destinato a esaurirsi rapidamente.
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