Bitcoin torna sopra 85.000 dollari: il rally da short squeeze e il ritorno degli ETF spot
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Bitcoin è tornato a rompere con decisione quota 85.000 dollari, segnando il livello più alto da fine gennaio e accendendo i riflettori su una settimana che sembrava dover essere archiviata in fretta. Nella seduta di lunedì la criptovaluta ha superato gli 85.000 dollari, spinta da un mix di coperture forzate delle posizioni ribassiste e dal ritorno prepotente dei flussi sugli ETF spot statunitensi.
Il movimento ha riportato il prezzo sui livelli che non si vedevano dall'inizio dell'anno, dopo una fase di forte debolezza che aveva seguito i massimi storici dell'ottobre 2025.
Il ruolo dello short squeeze e la stretta sui ribassisti
A dare il via alla spinta rialzista è stata in larga parte una compressione delle posizioni corte. Secondo l'analisi di Javier Molina, market analyst di eToro, nell'ultima ora di contrattazione sono state liquidate posizioni in Bitcoin per circa 218 milioni di dollari, con oltre 212 milioni provenienti da posizioni short. Nell'arco delle 24 ore, il totale delle liquidazioni ha toccato quota 275 milioni di dollari.
«Questo ci indica che una parte significativa del movimento è stata trainata da uno short squeeze», ha spiegato Molina, precisando che «gli acquisti forzati derivanti dalla copertura delle posizioni short, tuttavia, non equivalgono all'ingresso nel mercato di una nuova domanda sostenuta». Il quadro tecnico di breve termine è migliorato, con diversi indicatori che registrano un rafforzamento della pressione rialzista, ma resta da verificare se la domanda spot prenderà il posto degli acquisti di copertura.
ETF spot, flussi record dopo giorni di deflussi
Sul fronte dei fondi negoziati in borsa, i dati hanno disegnato una brusca inversione di tendenza rispetto all'inizio della settimana. Lunedì e martedì gli ETF spot statunitensi avevano visto uscire rispettivamente 450 milioni e 296 milioni di dollari, alimentando l'impressione di una settimana da dimenticare in fretta. Poi la sterzata: venerdì gli afflussi netti sono stati pari a 433 milioni di dollari, equivalenti a circa 5.353 Bitcoin acquistati dai fondi, e lunedì il flusso netto giornaliero ha toccato i 998,9 milioni di dollari, il maggiore afflusso dall'ottobre 2025 e il nono più alto da quando i prodotti sono stati lanciati nel gennaio 2024. A guidare la rimonta è stato l'iShares Bitcoin Trust di BlackRock con 381 milioni di dollari, seguito dall'ARK 21Shares Bitcoin ETF con 289 milioni e dal Wise Origin Bitcoin Fund di Fidelity con circa 239 milioni.
Il quadro macro e i segnali on-chain
Sullo sfondo, il contesto macroeconomico ha continuato a fare la sua parte. Il rialzo di Bitcoin si è inserito in un miglioramento generale del sentiment verso il rischio, alimentato dai segnali positivi nei colloqui tra Stati Uniti e Cina in vista del summit tra Trump e Xi, e dalla discesa dei prezzi del petrolio dopo le notizie sulla riapertura di un'infrastruttura chiave per l'approvvigionamento mediorientale.
Sul fronte della politica monetaria, la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base portando il target range al 3,75%-4,00%, con il presidente Kevin Warsh che ha ribadito la determinazione a riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2% e il punto mediano dei membri del FOMC che indica un ulteriore rialzo entro la fine dell'anno. Nonostante il rialzo dei tassi, Bitcoin ha continuato a salire, sostenuto anche da indicatori on-chain che mostrano un cambio di regime.
Glassnode ha rilevato che il rapporto MVRV è tornato sopra la media mobile a 365 giorni, lo stesso segnale osservato all'inizio dei mercati rialzisti del 2019 e del 2023, con il valore corrente attestato a 1,62 rispetto all'1,19 del 16 agosto.
La Riserva Strategica e il quadro regolamentare
Sul versante normativo, il 16 settembre la Commissione Servizi Finanziari della Camera statunitense ha approvato con 28 voti favorevoli e 21 contrari l'American Reserve Modernization Act del 2026, un disegno di legge che punta a trasformare in legge federale la Riserva Strategica di Bitcoin istituita da Trump con ordine esecutivo nel marzo 2025.
Il provvedimento prevede che il governo depositi i Bitcoin ottenuti tramite procedure di confisca penale e civile in una riserva gestita dal Tesoro, con l'obbligo di detenerli per almeno 20 anni, durante i quali non potranno essere venduti, scambiati, messi all'asta né utilizzati come collaterale. Il testo introduce inoltre meccanismi di divulgazione pubblica delle riserve e audit indipendenti, e incarica il Tesoro e il Dipartimento del Commercio di studiare come incrementare le partecipazioni in Bitcoin senza aumentare le tasse o il deficit federale.
La proposta dovrà ora passare il voto dell'intera Camera e del Senato prima di approdare alla firma del presidente.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
