L’argento nello short track regala all’Italia un record che durava da sessantasei anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte milanese si è tinta d’azzurro, e il ghiaccio della Milano Ice Skating Arena è diventato il palcoscenico di un’impresa che riscrive la storia dello sport italiano. È stata la staffetta femminile dello short track, composta da Arianna Fontana, Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel, a regalare al paese una medaglia d’argento dal sapore speciale, un metallo prezioso che pesa come l’oro per il significato che si porta dietro. Le quattro azzurre, con una gara condotta all’insegna del cuore e della tattica, hanno ceduto il passo solo alla potenza della Corea del Sud, capace di un sorpasso decisivo a due giri dalla conclusione, ma quel secondo posto ha consegnato a Fontana la sua quattordicesima medaglia olimpica, spodestando dal trono dei primati il leggendario schermidore Edoardo Mangiarotti, il cui record di tredici podi resisteva ininterrottamente dalle Olimpiadi di Roma del 1960.

La gara, in realtà, non era cominciata sotto i migliori auspici per il quartetto italiano, che nelle fasi iniziali scontava un pesante ritardo rimanendo per diversi giri ancorato all’ultima posizione. Poi, con pazienza e una progressione che ha fatto sobbalzare il pubblico, le italiane hanno iniziato la loro rimonta, approfittando anche della caduta che ha estromesso dalla lotta le favorite olandesi, aprendo uno spiraglio che loro, con determinazione, hanno trasformato in autostrada per il podio. Quando Elisa Confortola, a quattro giri dalla fine, ha piazzato il sorpasso che valeva il momentaneo comando, lo stadio intero ha trattenuto il fiato, sognando a occhi aperti quel metallo che profuma di casa, per poi esplodere in un boato al taglio del traguardo, nonostante il contro-sorpasso sudcoreano avesse riconsegnato la leadership a Choi e compagne.

Questo argento, il quinto per l’Italia in questa rassegna iridata, rappresenta però la pietra miliare nella carriera di Arianna Fontana, che, come riportato anche dai colleghi di agenzia, diventa a tutti gli effetti l’atleta italiana più vincente nella storia dei Giochi olimpici, uomini compresi -1-7. Un traguardo che arriva dopo vent’anni dal primo bronzo vinto a Torino nel 2006, quando era poco più che un’adolescente, e che la proietta in una dimensione riservata ai miti, come ha sottolineato anche la premier Meloni, presente in tribuna a bordo pista per abbracciare le ragazze al termine della gara, visibilmente emozionata per quella che ha definito una grande carica ricevuta dalle atlete -8. La stessa Fontana, a caldo, faticava a trovare le parole per descrivere l’emozione, raccontando ai cronisti presenti quanto fosse orgogliosa del gruppo e di come avessero creduto nell’impresa partendo da una posizione difficile, con la promessa, quasi scherzosa, di regalare una tutina alla presidente del Consiglio.

La staffetta delle meraviglie e il sorpasso sul mito

Se la serata è stata trionfale per il movimento azzurro del ghiaccio, un’emozione parallela e profonda ha attraversato il mondo dello sport e le cronache, ovvero quella legata alla figura di Edoardo Mangiarotti, il cui primato resisteva da sessantasei primavere. A raccogliere l’eredità morale del grande schermidore è stata la figlia Carola, presente anche lei all’evento o come riportato dalle agenzie, la quale ha voluto dedicare parole di sincero apprezzamento ad Arianna Fontana, spiegando come suo padre, da uomo di sport qual era, sarebbe stato il primo ad abbracciarla, consapevole che i record, dopo oltre mezzo secolo, sono fatti per essere superati -8. Le sue dichiarazioni aggiungono un ulteriore strato di significato a una serata già densa di pathos, sottolineando come la sportività e il rispetto tra generazioni diverse di campioni possano convivere e anzi esaltare le imprese, senza alcuna gelosia per il testimone che passa, anzi con la consapevolezza che l’eredità di Mangiarotti vive in questa nuova impresa.

Sul fronte tecnico, va sottolineata la prova di tutte e quattro le pattinatrici, che hanno retto l’urto psicologico di una finale olimpica corsa in casa. Dopo i successi già ottenuti nella staffetta mista, ci si aspettava molto da questo quartetto e le ragazze non hanno deluso, sfiorando addirittura l’oro nei pressi del ventitreesimo giro, quando l’Italia era saldamente al comando prima del guizzo finale delle coreane. Per la cronaca, il bronzo è andato al Canada, mentre l’Olanda, data tra le favorite, ha chiuso lontana dal podio a causa dell’incidente di metà gara. Le azzurre, invece, hanno disputato una prova di carattere e tecnica, rimontando posizioni con una progressione che ha mandato in visibilio i tifosi presenti sugli spalti, in un’arena che era un tripudio di bandiere tricolori e cori.

L’abbraccio della politica e l’eco della storia

La serata magica del ghiaccio di Milano ha visto anche la partecipazione di volti noti del panorama sportivo e istituzionale, come Federica Pellegrini e il compagno Matteo Giunta, che hanno seguito la gara in diretta da Casa Livigno, vivendo con la stessa tensione di milioni di italiani quei concitati minuti finali, un tifo autentico fatto di urla e applausi davanti allo schermo -8. Ma è l’eco della storia, quel nome di Edoardo Mangiarotti che risuona ancora forte, a rendere questo argento diverso da tutti gli altri. Il campione di scherma, capace di vincere sei ori, cinque argenti e due bronzi in cinque diverse edizioni dei Giochi tra il 1936 e il 1960, è stato per decenni il simbolo della longevità sportiva e del successo azzurro, e la sua figura, come emerge da molteplici ricostruzioni, è stata centrale anche nella promozione dello sport italiano nel dopoguerra -10. Con questo risultato, la Fontana aggancia definitivamente l’olimpo dei grandi, scrivendo una pagina che resterà indelebile nei libri di storia dello sport, e lo fa con uno stile che ricorda proprio quello di Mangiarotti: grinta, classe e una longevità fuori dal comune, essendo questa la sua quinta partecipazione olimpica.

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Description: L'Italia vince l'argento nella staffetta femminile di short track a Milano Cortina 2026. Arianna Fontana conquista la sua quattordicesima medaglia olimpica, superando il record di Edoardo Mangiarotti.

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