L’Italia dello short track fa incetta di medaglie a squadre: bronzo per gli uomini, argento per le donne e un record storico per Arianna Fontana
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Redazione Sport
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Il ghiaccio della Milano Ice Skating Arena continua a regalare soddisfazioni allo sport azzurro, consacrando la nazionale di short track come una delle realtà più solide di questi Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Se la staffetta maschile, composta da Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Luca Spechenhauser e Andrea Cassinelli, ha dovuto inchinarsi alla superiorità di Olanda e Corea nella finale dei 5000 metri, accontentandosi del bronzo, è l’analisi complessiva del medagliere delle discipline a rotelle a impressionare. I quattro azzurri, infatti, hanno lottato con determinazione, tenendo dietro un avversario temibile come il Canada, e hanno così permesso all’Italia di salire sul podio in tutti e tre gli eventi a squadre dello short track in programma -2.
Una striscia vincente, quella del team tricolore, che assume contorni ancor più straordinari se si considera la sequenza delle medaglie conquistate: l’oro nella staffetta mista, l’argento femminile e, per l’appunto, questo bronzo maschile. I ragazzi guidati da Nadalini e Sighel – quest’ultimo già a medaglia in staffetta a Pechino 2022 insieme a Cassinelli – hanno confermato come la scuola italiana del ghianto sappia esprimere non solo talenti individuali, ma anche un gioco di squadra che in questo sport, fatto di cambi millimetrici e strategie collettive, fa spesso la differenza -2. La medaglia vinta venerdì 20 febbraio rappresenta il ventisettesimo metallo complessivo per la spedizione azzurra in questa edizione dei Giochi di casa -2.
Le ragazze d’argento e l’addio di una leggenda
Poche ore prima, o forse sarebbe più corretto dire nella serata precedente, era toccato al quartetto femminile regalare emozioni analoghe, seppur con un metallo più pregiato. Elisa Confortola, Arianna Fontana, Chiara Betti e Arianna Sighel hanno conquistato un argento di valore assoluto nella staffetta 3000 metri, precedute solamente dalla Repubblica di Corea e seguite dal Canada, in una finale che ha visto le grandi favorite olandesi finite fuori dal podio a causa di una caduta -3. Le azzurre hanno condotto una gara tatticamente perfetta, arrivando a sfiorare addirittura il gradino più alto del podio, salvo poi cedere il passo alle velocissime coreane nel finale -9.
Questa medaglia d’argento, tuttavia, resterà negli annali per un motivo che va ben oltre il colore. Per Arianna Fontana, portabandiera dell’Italia e autentica icona di questo sport, si è trattato del quattordicesimo podio olimpico in carriera -4. Un risultato che le permette di superare il leggendario schermidore Edoardo Mangiarotti, fermo a tredici, e di diventare l’atleta italiana più medagliata di sempre nella storia dei Giochi Olimpici, estivi o invernali che siano -8. Un traguardo immane per la 35enne di Sondrio, che ha letteralmente dedicato vent’anni di carriera a questa disciplina, debuttando a Torino 2006 e chiudendo il cerchio, probabilmente per sempre, proprio in Italia -4.
La protesta ucraina che getta un’ombra sulle Paralimpiadi
Se sul ghiaccio milanese le emozioni sportive regnano sovrane, l’aria che si respira fuori dalle piste, in vista dell’imminente appuntamento paralimpico, si fa improvvisamente più tesa. A gettare un’ombra sulla cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici Invernali, in programma per il 6 marzo, è stata la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di consentire la partecipazione di atleti russi e bielorussi, i quali gareggeranno tra l’altro sotto le proprie bandiere nazionali. Una scelta che ha scatenato la durissima reazione dell’Ucraina, che ha annunciato ufficialmente il boicottaggio della cerimonia inaugurale.
Il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina, in un comunicato stampa, ha dichiarato che i propri atleti non prenderanno parte all’evento di apertura, chiedendo anzi che la bandiera ucraina non venga nemmeno esposta. Una presa di posizione netta, motivata dall’indignazione per quella che viene definita una decisione “vergognosa” da parte degli organizzatori -5. Gli ucraini accusano il Comitato Paralimpico di tradire i valori di pace che dovrebbero essere alla base dello spirito olimpico, permettendo a nazioni coinvolte in un conflitto bellico di sfilare con i propri simboli. La protesta non si limiterà alla cerimonia, ma si estenderà a tutti gli eventi ufficiali dei Giochi, in una frattura politica che rischia di segnare profondamente l’evento sportivo -6.




