Al via il G7 in Canada: Meloni incontra Merz e Starmer, migrazione e guerra al centro del vertice

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, è atterrata a Kananaskis, in Canada, dove dal 16 al 17 giugno si terrà il vertice del G7, dominato dalle tensioni geopolitiche, dalla questione dei dazi e dalla gestione dei flussi migratori. Già alla vigilia dell’evento, domenica 15 giugno, Meloni ha avuto due colloqui bilaterali: il primo con Friedrich Merz, cancelliere della Repubblica Federale di Germania, e il secondo con Keir Starmer, primo ministro del Regno Unito, appena insediatosi dopo la schiacciante vittoria laburista.

«Grazie, Keir», ha esordito Meloni in inglese durante lo scambio di convenevoli con Starmer, sottolineando come il G7 rappresenti «un’occasione importante per confrontarsi in tempi difficili». Tra i temi affrontati, oltre alla migrazione irregolare – priorità condivisa con Washington e Londra –, spiccano gli sviluppi in Medio Oriente e il sostegno all’Ucraina, senza tralasciare i piani europei per rafforzare la difesa in vista del prossimo vertice NATO.

La presidenza canadese, ereditando l’agenda delineata dall’Italia nel 2024 a Borgo Egnazia, ha riportato al centro del dibattito il contrasto all’immigrazione illegale, tema su cui Roma ha spinto per una dichiarazione congiunta. Sebbene il summit sia dominato dalle crisi internazionali, non mancano le frizioni commerciali, a partire dai dazi annunciati dall’amministrazione statunitense, che rischiano di acuire le tensioni tra le economie avanzate.

Intanto, mentre i leader discutevano, le strade di Kananaskis sono state presidiate da un imponente dispiegamento di sicurezza, con misure straordinarie per evitare proteste o incidenti. L’attenzione rimane alta anche per le possibili ripercussioni giudiziarie legate a vecchi dossier, come dimostrano le indagini ancora aperte su alcuni episodi di cronaca nera internazionale, che vedono coinvolti cittadini di Paesi membri.

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