Canonizzazione di Acutis e Frassati, Roma si prepara con divieti e drappi in piazza San Pietro
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Redazione Interno
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La Città del Vaticano si appresta a vivere un fine settimana storico, segnato dalla canonizzazione di due figure particolarmente care ai fedeli moderni, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, la cui eredità spirituale – come è noto – rappresenta un’importante eredità del pontificato di Francesco. Per garantire lo svolgimento in sicurezza della solenne cerimonia, fissata in piazza San Pietro per domenica 7 settembre, il vicariato di Roma ha disposto una serie di misure restrittive della circolazione, la cui implementazione avrà inizio già a partire dalle ore 6 di sabato 6 settembre.
I provvedimenti, di ampia portata, interesseranno principalmente via della Conciliazione e l’intero tessuto viario limitrofo al piccolo Stato, con il divieto assoluto di fermata e di transito che sarà esteso a una lunga serie di piazze e vie, tra le quali, per citarne alcune, piazza Pio XII, largo degli Alicorni, via Rusticucci, Borgo Pio, piazza della Città Leonina e via di Porta Angelica. Una chiusura così estesa, sebbene non inedita per eventi di simile magnitudine, mira a facilitare l’afflusso ordinato delle centinaia di migliaia di pellegrini attesi, i quali già da sabato potranno ammirare i grandi drappi appesi sulla facciata della basilica, che ritraggono i volti dei due nuovi santi.
La doppia canonizzazione, che unisce il giovane “cyberapostolo” della fede Acutis all’atleta e mountaineer torinese Frassati, noto per la sua caritatevole dedizione verso i più poveri, era originariamente calendarizzata in date differenti. Come riferito, infatti, quella del quindicenne milanese – la cui causa ha registrato un’accelerazione straordinaria – era prevista per lo scorso 26 aprile, slittata a causa della morte di Bergoglio, mentre quella di Frassati era stata inizialmente fissata per il 3 agosto. L’accorpamento in un’unica, grande celebrazione domenicale ne accentua il significato simbolico, proponendo due modelli di santità apparentemente distanti ma uniti da una fede vissuta con gioiosa intensità nel proprio tempo.




