San Francesco, la lunga ostensione delle spoglie nell'ottavo centenario della morte: ad Assisi attesi mezzo milione di pellegrini
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Redazione Interno
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Ad Assisi la folla dei pellegrini, si sa, è una costante che si ripete da secoli, ma quella che la città umbra si prepara ad accogliere a partire da oggi, 22 febbraio, e per tutto il mese successivo, fino al 22 marzo, assumerà i contorni di un evento del tutto straordinario. Le spoglie mortali di San Francesco d'Assisi, infatti, sono state prelevate dalla tomba situata nella cripta della Basilica a lui dedicata – un luogo di preghiera e silenzio che abitualmente ne custodisce i resti – e traslate in una teca di vetro, realizzata con materiali antisfondamento e persino antiproiettile, collocata ai piedi dell'altare papale della Chiesa inferiore. L'operazione, che ha richiesto la massima discrezione e cura, è stata completata nei giorni scorsi e ha dato il via alla più lunga ostensione pubblica mai realizzata nella storia del francescanesimo: un gesto, questo, che intende segnare con un tratto indelebile la memoria dell'ottavo centenario della morte del Poverello d'Assisi -1-5.
Un fiume umano in marcia verso la città serafica
Le cifre, del resto, raccontano di un fenomeno che travalica i confini della devozione regionale o nazionale. Le prenotazioni per accedere alla venerazione, gestite attraverso il portale ufficiale dedicato, hanno già superato quota 370mila e, secondo le stime più aggiornate fornite dalla Custodia del Sacro Convento, si avvicinano rapidamente alle 400mila unità, con una previsione complessiva che per l'intero arco della manifestazione potrebbe toccare il mezzo milione di presenze -5-10. Un fiume umano composto da fedeli giunti da ogni angolo del pianeta – e se è vero che l'80 per cento dei pellegrini è italiano, non mancano gruppi organizzati da Stati Uniti, Croazia, Slovacchia, Brasile, Francia e, sorprendentemente, nazioni più lontane come l'Indonesia e il Giappone – che si metterà in fila per un'esperienza di fuga e intensa spiritualità -5. Per gestire questa mole di persone, e per garantire che ogni visitatore possa vivere un momento di raccoglimento seppur brevissimo dinanzi all'urna, l'organizzazione ha messo in campo una task force di 416 volontari, il cui reclutamento ha visto una prevalenza di donne – costituiscono il 63 per cento del totale – con un'età compresa tra i 16 e gli 80 anni, a testimonianza di una mobilitazione che ha coinvolto più generazioni -1.
Il senso di un gesto che attraversa i secoli
“Quest'anno sono 800 anni che è morto Francesco”, ha spiegato fra Giulio Cesareo, direttore dell'Ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi, nel corso della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta nella Sala Cimabue. “Ma Francesco non è un personaggio del passato, paragonabile a Napoleone o a Voltaire. Lui continua a essere vivo”, ha aggiunto il religioso, “perché continua a suscitare domande, a toccare le persone” -2-5. Un'osservazione, questa, che coglie il nocciolo della questione: l'ostensione non è un atto di archeologia o di mera conservazione di una reliquia, bensì un incontro con una figura la cui eredità spirituale e culturale pare non esaurirsi mai. E proprio per sottolineare questa dimensione di contemporaneità del Santo, l'intero evento è stato pensato come un cammino che intreccia preghiera e cultura, con un fitto calendario di appuntamenti collaterali che includono veglie di preghiera, momenti di riflessione per i giovani e convegni di studio. Significativa, in tal senso, la presenza del cardinale Ángel Fernandez Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi, che ha presieduto i vespri in occasione della traslazione, e la partecipazione attesa del Presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, che presiederà la solenne celebrazione conclusiva del 22 marzo -5.
La memoria affidata alle immagini e le parole dei custodi
Un aspetto che segna una netta discontinuità con il passato è la decisione di documentare l'intera operazione con le telecamere. Per la prima volta in otto secoli, infatti, l'estumulazione e la traslazione delle ossa di San Francesco sono state riprese in video, un compito affidato dalla Custodia Generale del Saco Convento alla società di produzione bergamasca Officina della Comunicazione. Una scelta, questa, che trasforma un rito tradizionalmente privato e riservato in un documento destinato a circolare, e che sarà alla base di un documentario volto a raccontare non solo le fasi tecniche del prelievo, ma anche il clima di raccoglimento e di preghiera che ha accompagnato quei momenti. Frate Marco Moroni, custode del Sacro Convento, ha voluto sottolineare la mole dell'impegno: “Per la città di Assisi e la nostra comunità francescana sarà una prova immensa e ci siamo organizzati al meglio per superarla”, ha dichiarato, richiamando l'attenzione sulla necessità di una preparazione spirituale che accompagni i pellegrini lungo il percorso che li condurrà dinanzi alla teca -1. Un percorso che, come ha ricordato il sindaco Valter Stoppini, si carica di un significato universale, in un'epoca segnata da conflitti e divisioni: Francesco, ha detto il primo cittadino, “non ci ha lasciato potere, né ricchezze. Ci ha lasciato il significato autentico della pace” -7.




