L’ostensione del Corpo di san Francesco, ad Assisi l’evento che sfida il tempo: attesi centinaia di migliaia di pellegrini
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Redazione Interno
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Da questa mattina, e per la durata di un intero mese, le spoglie mortali di san Francesco d’Assisi sono esposte alla venerazione dei fedeli nella chiesa inferiore della Basilica a lui dedicata. Si tratta di un evento senza precedenti nella storia, autorizzato in occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte del santo patrono d’Italia, e che trasformerà il cuore dell’Umbria in un crocevia mondiale di devozione e spiritualità -3. I resti del Poverello, solitamente custoditi nella cripta, sono stati prelevati dal sarcofago e traslati in una teca di vetro collocata ai piedi dell’altare papale, un gesto che, come sottolineato dai frati del Sacro Convento, vuole testimoniare come Francesco non appartenga al passato ma continui a parlare al presente -6-9.
La macchina organizzativa, messa a punto dopo mesi di pianificazione e riunioni tecniche in Prefettura, dovrà gestire un afflusso che si preannuncia imponente: si stimano circa mezzo milione di visitatori tra il 22 febbraio e il 22 marzo, con quasi quattrocentomila prenotazioni già registrate alla vigilia dell’apertura -1-10. I pellegrini, provenienti da ogni continente con una netta predominanza italiana, potranno sostare per pochi istanti davanti alla teca in vetro antisfondamento e antiproiettile, un momento di raccoglimento che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe andare oltre la semplice visione per trasformarsi in un incontro profondo con l’eredità del santo -1-9. A scandire i flussi e garantire la sicurezza, si alterneranno quattrocentosedici volontari, un esercito silenzioso di persone dai sedici agli ottant’anni che presterà servizio per l’intera durata dell’ostensione -1-6.
Il significato di un esposto, tra fede e memoria storica
La decisione di rendere visibili le ossa di Francesco, consumate dal tempo e dalla santità, non è stata presa a cuor leggero. Fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazioni del Sacro Convento, ha spiegato come il santo continui a essere vivo proprio perché capace di interrogare le coscienze e toccare il cuore delle persone, al di là degli ottocento anni che ci separano dalla sua morte. In un’epoca dominata dall’immagine, il vescovo della diocesi, monsignor Felice Accrocca, ha voluto ricordare che Francesco era un uomo di bassa statura, dall’aspetto dimesso, eppure la forza delle sue parole e del suo messaggio ha attraversato i secoli; l’invito implicito, per i pellegrini, è quello di guardare oltre l’apparenza di quelle ossa per cogliere l’essenza di una vita donata.
Parallelamente all’ostensione, sono state avviate iniziative che mirano a contestualizzare l’evento in un panorama culturale più ampio. Per la prima volta in otto secoli, le delicate operazioni di estumulazione e traslazione sono state affidate alle telecamere della società bergamasca Officina della Comunicazione, che realizzerà un documentario per testimoniare questo momento storico -3. Inoltre, il mensile “San Francesco patrono d’Italia” ha dedicato al santo un numero speciale dal Titolo significativo, “San Francesco vive”, mentre il portale dedicato alle prenotazioni e un podcast con le riflessioni di fra Giulio Cesareo offrono ai fedeli strumenti per vivere l’esperienza del pellegrinaggio con maggiore consapevolezza -6-7.
L’accoglienza diffusa e le ricadute sul territorio umbro
L’impatto dell’evento non si limita alle mura della Basilica, ma si riverbera sull’intera regione, chiamata a rispondere a una domanda di ospitalità senza precedenti. Le strutture ricettive di Assisi e dei comuni limitrofi registrano il tutto esaurito da settimane, e l’amministrazione comunale, pur rassicurando i cittadini sul fatto che non siano previste modifiche sostanziali alla viabilità ordinaria, è al lavoro con le forze dell’ordine per monitorare costantemente la situazione e adottare eventuali misure temporanee in caso di necessità. L’assessora regionale Simona Meloni ha sottolineato come l’ottavo centenario rappresenti un volano per lo sviluppo turistico-economico, un’occasione per promuovere non solo il turismo religioso ma anche quello lento, attraverso la riqualificazione dei sentieri francescani e la realizzazione di nuove ciclovie.
Oltre alla venerazione delle spoglie nella chiesa inferiore, il mese sarà scandito da un ricco calendario di appuntamenti liturgici e culturali che coinvolgeranno diversi luoghi simbolo della città. Monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico, ha annunciato che il vescovado-santuario della Spogliazione aprirà le sue porte ai visitatori, offrendo un percorso immersivo che dalla “porta di Francesco” conduce fino alla piazza dove il santo compì il gesto radicale di spogliarsi dei beni terreni -4-8. Un itinerario che si propone come completamento ideale della visita alla tomba, per far sì che il pellegrino possa riscoprire attraverso Francesco il messaggio del Vangelo. Tra gli appuntamenti clou, la veglia dei parlamentari italiani il 12 marzo, il meeting francescano per i giovani dal titolo “Sorella morte. Un’esperienza da scartare” e la celebrazione conclusiva del 22 marzo, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi nella chiesa superiore della Basilica -3-6.




