Taranto sceglie Bitetti, il sindaco che viene dalla Marina
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Redazione Interno
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Piero Bitetti, ex ufficiale della Marina e già presidente del Consiglio comunale, è il nuovo sindaco di Taranto, confermando la tenuta del centrosinistra in una città che, nonostante le sfide ambientali e industriali, ha scelto continuità. Con il 54,66% dei voti al ballottaggio, ha superato Francesco Tacente, candidato del centrodestra, sostenuto da Lega, UdC e Riformisti. Un risultato che, seppur atteso dopo il vantaggio al primo turno, segna una netta differenza rispetto alle dinamiche di altri capoluoghi, come Matera, dove il centrodestra ha ribaltato l’esito con Antonio Nicoletti.
Bitetti, che vanta oltre vent’anni di esperienza politica – «so come funziona la macchina amministrativa», ha ripetuto più volte – ha costruito la sua vittoria su un’alleanza trasversale. Sebbene il Movimento 5 Stelle non abbia formalmente appoggiato la sua candidatura, il 10,9% raccolto al primo turno dalla giornalista Annagrazia Angolano ha finito per convergere, in maniera non esplicita, verso il suo nome. Un dato che dimostra come, nonostante le divisioni, il campo progressista riesca a trovare un equilibrio, almeno a Taranto.
Diverso il quadro a Matera, dove Nicoletti, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, ha strappato la città al centrosinistra con il 51,31%, superando Roberto Cifarelli, candidato civico. Un ribaltamento che conferma la volatilità elettorale in alcune regioni del Sud, dove gli schieramenti tradizionali faticano a consolidare consensi.
A Nuoro, intanto, Emiliano Fenu (centrosinistra con l’appoggio dei 5 Stelle) ha vinto al primo turno con il 62,4%, lasciando poco spazio agli avversari. Un esito netto, che riflette forse più la frammentazione degli sfidanti – tra cui il sardista Giuseppe Cucca, fermo al 27,78% – che non un’adesione convinta al suo programma.
Quanto ai piccoli comuni, come Bisegna, in Abruzzo, i numeri parlano di un’Italia minore dove ogni voto conta: qui Donato Buccini ha vinto con soli 90 preferenze, contro le 81 dell’avversario Maurizio Conte. Un ballottaggio all’osso, che dimostra quanto, in realtà con meno di 400 elettori, la politica sia ancora una questione di rapporti personali.




