Taranto sceglie Bitetti, il centrosinistra respinge l’assalto del centrodestra
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Redazione Interno
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I primi timidi applausi, alle 17, erano ancora cauti: venti sezioni su 119 scrutinate non bastavano per cantare vittoria. Ma l’entusiasmo, nel comitato elettorale di Piero Bitetti, è cresciuto minuto dopo minuto, fino a esplodere in un boato liberatorio. La paura di vedere Taranto scivolare nelle mani del centrodestra era stata scongiurata, e il centrosinistra – in vista delle regionali – aveva evitato una battuta d’arresto che molti temevano.
Bitetti, 54 anni, ex ufficiale della Marina e già presidente del Consiglio comunale, non è un volto nuovo per la politica tarantina. La sua lunga esperienza, che abbraccia oltre vent’anni di amministrazione locale, è stata il cavallo di battaglia di una campagna elettorale costruita sulla continuità. «Conosco la macchina comunale», ha ripetuto più volte, presentandosi come l’uomo in grado di gestire una città complessa come Taranto, divisa tra le sfide ambientali e la riconversione industriale.
Al ballottaggio, Bitetti – sostenuto da Pd, Avs e liste civiche, oltre che da un implicito ma decisivo appoggio del Movimento 5 Stelle – ha superato il 54%, battendo Francesco Tacente, il manager indicato dalla Lega. Un risultato che conferma il legame tra la città e il centrosinistra, nonostante il tentativo del centrodestra di ribaltare gli equilibri. Al primo turno, la candidata del M5S, Annagrazia Angolano, aveva raccolto un significativo 10,9%, ma il movimento, pur senza apparentamenti ufficiali, ha poi contribuito alla vittoria di Bitetti.
Intanto, in altri comuni, il quadro è stato più frammentato. A Matera, il centrodestra ha ribaltato il primo turno eleggendo sindaco Domenico Nicoletti, mentre a Bisegna, piccolo borgo abruzzese, Donato Buccini ha vinto con un margine risicato: 90 voti contro gli 81 dell’avversario.




