L'oro di Kirkeeide, il quinto posto di Vittozzi e il passo falso di Wierer: la sprint di Anterselva consegna verdetti pesanti in chiave inseguimento

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Südtirol Arena di Anterselva, gremita in ogni ordine di posto per quella che doveva essere – e in parte è stata – la festa del biathlon italiano nel giorno di San Valentino, ha assistito a una sprint femminile ricca di colpi di scena e verdetti tecnici contrastanti per i colori azzurri. Se la giovane norvegese Maren Kirkeeide, ventidue anni, ha letteralmente dominato la prova con un tempo di 20’40”8 e un poligono immacolato, conquistando un oro che profuma di consacrazione -4, la cronaca italiana si divide tra la prestazione di sostanza di Lisa Vittozzi e il passo falso, piuttosto netto, di Dorothea Wierer. La vincitrice, va detto, ha dovuto difendersi dall’arrembaggio finale della francese Oceane Michelon, capace di recuperare secondi preziosi nell’ultimo giro e di chiudere con soli 3”8 di ritardo, un argento che per la transalpina rappresenta il primo storico alloro olimpico; completa la tripletta transalpina Lou Jeanmonnot, bronzo con un errore al tir -4-8.

Per l’Italia, il risultato odierno rappresenta un paradosso tutto sommato amaro. Lisa Vittozzi, la sappadina tornata ai massimi livelli dopo la stagione di stop, ha firmato una prova impeccabile al poligono: dieci bersagli centrati, zero errori, una pulizia tecnica che per anni è stata il suo tallone d’Achille e che oggi invece rappresenta il suo punto di forza più solido -2. Tuttavia, come spesso accade nel biathlon, il tiro non basta se la parte sciata non regge il confronto con le migliori. Vittozzi ha pagato un distacco di 40”6 dalla vincitrice, un gap che l’ha relegata al quinto posto finale, a diciassette secondi dal podio, ma che le consegna comunque un ottimo piazzamento in vista dell’inseguimento di domenica, quando si partirà con lo stesso distacco accumulato oggi -3-4. Al termine della gara, la 31enne di Pieve di Cadore, apparsa consapevole dei propri limiti odierni ma serena per l’impegno profuso, ha spiegato ai microfoni di aver dato tutto, letteralmente il cento per cento, aggiungendo però che chi è stato più forte va accettato e che già dopo la prima serie al poligono pagava quindici secondi, segno inequivocabile che qualcosa sugli sci non stesse funzionando al meglio -2.

Wierer e la giornata storta: errori e fatica su una pista che non perdona

Ben diverso, e decisamente più complesso da digerire nell’immediato, è l’esito della gara per Dorothea Wierer. La leggenda altoatesina, di fronte al pubblico di casa, è incappata in quella che lei stessa ha definito senza mezzi termini la sua peggiore prova stagionale. Un giudizio netto, suffragato dai numeri: tre errori al poligono, di cui due nella serie a terra, e una condizione fisica che l’ha vista letteralmente sprofondare in classifica, chiudendo in una deludente quarantaquattresima posizione con un ritardo di oltre due minuti dalla testa -3. Le sue parole, rilasciate a caldo, raccontano di una mancanza di energie e di una consapevolezza amara: anche con dieci bersagli centrati, oggi non sarebbe bastato per competere con le avversarie. Il distacco cronometrico e la fatica palese sugli sci, soprattutto nei tratti più impegnativi del tracciato, hanno evidenziato un divario preoccupante dalle atlete di vertice, compromettendo di fatto anche la partecipazione all’inseguimento di domenica: partendo così indietro, qualsiasi ambizione di medaglia appare irrimediabilmente sfumata.

Se Wierer esce ridimensionata da questa sprint, la prova di Lisa Vittozzi offre invece spunti di riflessione più articolati in ottica futura. La sua prestazione, pur priva di errori, ha evidenziato quella che sembra essere una flessione atletica nel corso del tragitto, specialmente nel finale, quando le gambe hanno ceduto sotto i colpi delle avversarie più reattive -2. “Ho dato tutto ma non è bastato per vincere una medaglia”, ha confessato la sappadina, rivelando un retrogusto di rammarico per non essere riuscita a trasformare la perfezione al poligono in un alloro olimpico. Tuttavia, a differenza della sua compagna di squadra, Vittozzi può guardare con fiducia alla gara di domenica: il quinto posto le garantisce una posizione di partenza nella pursuit che, con una rimonta sugli sci e la solita freddezza al tiro, potrebbe ancora regalare soddisfazioni. In casa Italia, insomma, si dividono le acque tra la delusione cocente per Wierer e la consapevolezza, per Vittozzi, che la strada intrapresa è quella giusta, anche se il podio, oggi, è sfumato per questioni di feeling con la neve e di tenuta atletica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.