La settimana delle obbligazioni: i dazi cambieranno tutto?
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Redazione Economia
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Mentre i mercati finanziari tremano sotto il peso delle nuove politiche tariffarie, la Federal Reserve si trova a navigare in acque inedite, costretta a bilanciare le pressioni politiche con la necessità di stabilizzare un’economia sempre più volatile. Donald Trump, che nelle ultime settimane ha intensificato le sue richieste di un taglio dei tassi, ha di fatto scatenato un terremoto finanziario: tre sedute di borsa hanno bruciato oltre 10 trilioni di dollari, lasciando gli investitori in allerta e la Fed nella scomoda posizione di dover intervenire senza alimentare ulteriori tensioni.
La risposta di Pechino ai dazi statunitensi, annunciata nel weekend, ha peggiorato un quadro già fragile, trascinando al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato. Quelli americani, in particolare, hanno subito un crollo significativo: il decennale è sceso al 3,89%, perdendo 45 punti base, mentre il biennale ha toccato il 3,47%, con un calo di 50 punti. In Europa, dove i tassi sono diminuiti in misura minore, il Bund decennale si è attestato al 2,50%, segnando una flessione di 23 punti.
Proprio in queste ore, la Fed ha tenuto un closed board meeting, un incontro riservato tra i governatori per valutare le misure da adottare. L’obiettivo è chiaro: comprendere l’entità del caos scatenato dalle ultime 72 ore di trading e definire una strategia che eviti un’ulteriore destabilizzazione. Tra i nodi da sciogliere c’è l’inflazione, destinata – secondo le stime – a salire proprio a causa dei dazi, complicando ulteriormente le decisioni sui tassi.




