Gasperini e le polemiche di Parma-Roma: “Le immagini sono chiare, ha ragione Cuesta”
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Redazione Sport
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La volata per la Champions League si arricchisce di un capitolo rocambolesco al Tardini, dove la Roma ha operato una rimonta (2-3) che sapeva di beffa per gli emiliani ma di consacrazione per la forza d’animo dei giallorossi. Gian Piero Gasperini, tecnico della squadra capitolina, ha dovuto inevitabilmente fare i conti nel post-partita con le vibranti proteste sollevate dalla panchina avversaria, riportando però il confronto su un piano esclusivamente fattuale. Se Carlos Cuesta, allenatore del Parma, aveva invocato rispetto parlando di episodi che “tutta Italia” avrebbe visto, la replica di Gasperini è arrivata secca e – a suo dire – priva di zone d’ombra, fondandosi sulla certezza offerta dalla tecnologia. “Ci sono le immagini, le vedrà tutta Italia, ha ragione Cuesta, mi sembrano tutte molto evidenti”, ha dichiarato il tecnico di Grugliasco, riconoscendo la legittimità del rammarico avversario ma blindando la correttezza delle decisioni arbitrali di Daniele Chiffi.
La lettura degli episodi e il valore della rimonta
Piuttosto che alimentare sterili polemiche, l’allenatore giallorosso ha preferito smontare i dubbi sollevati dal match attraverso una lettura oggettiva delle statistiche, che a suo avviso rendevano la vittoria più che meritata. Se da un lato ha elogiato lo spirito straordinario degli avversari – un aspetto che ha definito “bello per il campionato” – dall’altro ha sottolineato come la Roma abbia costruito la base del successo ben prima del finale convulso. “Abbiamo giocato un primo tempo molto buono, abbiamo avuto tante occasioni e Suzuki è stato straordinario. I numeri parlano da soli, gli episodi idem”, ha aggiunto, soffermandosi su una considerazione che forse fotografa meglio di ogni altra lo stato d’animo dello spogliatoio al triplice fischio. “Sarebbe stata una beffa perdere questa partita”: è con questa ammissione di imprevedibilità del calcio, ma anche di sostanziale giustizia sportiva, che Gasperini ha archiviato la questione arbitrale, preferendo concentrarsi sulla reazione emotiva dei suoi giocatori.
Il futuro di Dybala e il condizionale che spacca l’ambiente
Nel vortice di emozioni successive alla vittoria, inevitabilmente è emerso anche il tema caldo legato al futuro di Paulo Dybala, la cui scadenza contrattuale tiene banco tra i tifosi. Interrogato in merito, Gasperini ha usato la sottigliezza del linguaggio per non alimentare fibrillazioni, mantenendo i piedi ben piantati nel presente. L’argentino, che aveva parlato apertamente di un possibile addio, è stato analizzato dal tecnico con la precisione di un filologo: “Ha detto una cosa molto precisa, ha detto ‘potrebbe’. Potrebbe è un condizionale”. Al di là della semantica, ciò che conta per il trainer giallorosso è l’apporto immediato del giocatore, che continua a garantire qualità nonostante i recenti problemi fisici. Anzi, Gasperini ha evidenziato un aspetto quasi fisiologico della sua stella, notando come a fine partita fosse “ancora fresco, non scende di prestazione”, un’osservazione che lascia intendere l’importanza vitale di un calciatore dalla “fibra muscolare particolare” per gli equilibri della squadra.
Classifica e mentalità nella corsa Champions
Con il bottino pieno e la pressione tornata a farsi sentire sulle dirette concorrenti (il Napoli dista ora tre punti, pur avendo una gara da recuperare), Gasperini ha celebrato un successo dal peso specifico forse superiore a quello dei tre punti in palio. Parma-Roma non era solo una partita da vincere, ma un banco di prova per testare la tenuta mentale di un gruppo che, nelle ultime uscite, aveva subito critiche per l’inerzia negativa nei cambi. Proprio la capacità di ribaltare l’esito negli istanti finali è stata letta come un segnale di maturità: “Questa è comunque una vittoria fondamentale perché certifica la mentalità di questo gruppo”. I principi espressi in conferenza ribadiscono dunque la volontà di guardare avanti con pragmatismo, dove la qualificazione alla massima competizione europea rappresenta non solo un traguardo economico (funzionale a reperire maggiori risorse per il mercato), ma il frutto di un’identità squadrata che il tecnico sta cercando di cesellare in vista del rush finale.




